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Le proprieta’ benefiche del frutto di Eva: la mela

Dall’Eden, al borsone della palestra e lo zainetto di scuola: la mela si rivela come un frutto al passo coi tempi. Tanto più che, secondo studi scientifici effettuati in Italia e all’estero, fa bene e fa belli. Un consumo regolare di mele, infatti, pulisce i denti, previene l’invecchiamento e tonifica il viso, toglie la fame, e può aiutare a prevenire le malattie vascolari e alcuni tipi di tumore. Per questo – come sottolineato dal presidente dell’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) Carlo Cannella in un recente incontro promosso a Roma da Assomela – “é auspicabile una campagna informativa per il non abbandono della dieta mediterranea, e della frutta e verdura in particolare nei pasti quotidiani, per abbassare il rischio di patologie oncologiche e preservare gusto e biodiversità”.

Nel mondo esistono ottomila varietà di mele, ma le prime 15 – dalla renetta alla golden delicious e Fuji – rappresentano il 90% del mercato globale, con il Cile che ha il primato nell’ export. Sulla promozione di un consumo moderno delle mele, compie tre anni la campagna informativa realizzata da Assomela, Interfel e Dutch Produce Association e finanziata per 3,7 milioni di euro con il contributo (50%) dell’Unione europea, di tre Paesi (Italia, Francia, e Olanda) e dei produttori.

Una promozione che, ha detto il presidente di Assomela Ennio Magnani, “ha fatto scoprire i tanti piaceri del gusto fatto a spicchi nelle mense di stabilimenti industriali italiani della Benetton, Volkswagen, Fiat e Magneti Marelli. E in 14 palestre di tendenza a Milano, Genova e Bologna”. Nei ‘Mela point’ e nel road show della campagna informativa approvata dal ministero della Salute – che prosegue nelle città di Pisa e Livorno (dal 8 al 10 aprile), Genova (dal 22 al 24 aprile) e a Bologna (dal 6 al 8 maggio) – si sottolinea come 100 grammi di mela equivalgano a 45-55 calorie. La fibra, oltre a dare senso di sazietà, nutre la flora batterica ‘benefica’ nell’intestino (effetto prebiotico), un lassativo che riduce il rischio che compaiano alcune malattie, come la diverticolosi del colon, e alcune patologie degenerative.

Una ricerca dell’Istituto ‘Mario Negri’ di Milano ha inoltre mostrato, come precisato dalla responsabile del laboratorio di ricerca epidemiologica Eva Negri, che “ad un consumo elevato di proantocianidine, la classe principale di polifenoli della mela, é associato un ridotto rischio di tumore del colon-retto. Quindi due mele al giorno tolgono l’oncologo di torno”. La fibra solubile contribuisce poi al controllo del livello di glucosio del colesterolo nel sangue, mentre il succo di mela fresco ha proprietà rassodanti. Gratificato anche il senso del gusto per l’alta versatilità in cucina di questo frutto, come dimostrato dallo chef Filippo La Mantia che sembra aver convinto la platea di produttori trentini e della Valtellina con abbinamenti insoliti come la mela Granny Smith e la bottarga di tonno di Favignana o o il pesce spatola in salsa di mela Fuji. In Italia, ha precisato il direttore di Assomela, Alessandro Del Piaz, gli ettari coltivati a mele sono 50mila per opera di circa 20 mila produttori, per lo più piccoli. “Il 40% delle aziende – ha detto Del Piaz – ha orti più che terreni, quasi un’attività hobbystica concentrata in Trentino dove operano ottomila imprese e in Alto Adige dove sono attive 8.600 aziende agricole, più pochi grandi marchi al Nord”.

Il consumo pro capite di mele, ha concluso Magnani, “é fermo in Italia a 15 Kg, contro i 35 della Germania. Se i nostri consumatori aumentassero gli acquisti di un Kg l’anno, noi saremmo a posto. Ma la soddisfazione più grande sarebbe veder crescere la considerazione che ha la mela, come avviene in Cina dove un cesto di pomi è donato alle partorienti ed è segno di benvenuto negli hotel”.
Ansa.it

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