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Obesita’ nei bambini e’ patologia: differenze sostanziali anche nella metabolizzazione dei farmaci

Una ricerca ha evidenziato per la prima volta le differenze di effetto della caffeina e del destrometorfano, una molecola utilizzata nei soppressori della tosse

Nell’organismo dei bambini obesi i farmaci vengono metabolizzati in modo differente da quanto avviene nei bambini normali: è questa la conclusione di uno studio dello University of Minnesota College of Pharmacy che ha preso in considerazione 16 bambini sani e nove obesi tutti di età compresa tra 6 e 10 anni.

“Da anni è ben noto che i farmaci vengono metabolizzati in modo differente dagli adulti obesi rispetto a soggetti in salute, ma esistevano finora pochissime informazioni sulle conseguenze per la salute di questa condizione patologica”, ha spiegato Aurelle Johnson, ricercatore del Department of Experimental and Clinical Pharmacy dell’UM, che ha coordinato lo studio insieme con la collega Manoj Chiney.

Nel corso dello studio, Johnson and Chiney hanno esaminato in particolare l’attività enzimatica e la capacità di metabolizzare la caffeina e il destrometorfano, un componente chiave per un farmaco soppressore della tosse. Si è così potuto riscontrare una significativa differenza tra soggetti normopeso e soggetti obesi, analogamente a quanto avviene negli adulti, anche se occorreranno altri studi per determinare l’effetto complessivo di questa condizione su assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione delle sostanze nell’organismo.

“Complessivamente, la conoscenza concernente fattori chiave che influiscono sull’attività degli enzimi coinvolti nel metabolismo dei farmaci nei bambini potrebbe avere un significativo impatto sullo sviluppo di terapie ottimali per l’età pediatrica, massimizzando l’efficacia e minimizzando gli effetti collaterali in patologie gravi come i tumori”, ha concluso Johnson, che ha presentato i risultati all’annuale convegno dell’American Society for Pharmacology and Experimental Therapeutics.

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