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Fibrillazione atriale: da ottobre un nuovo antiaritmico

Si arricchisce l’armamentario terapeutico dei cardiologi per il trattamento della fibrillazione atriale: a partire da ottobre sara’ disponibile anche in Italia un nuovo farmaco antiaritmico, il dronedarone, che negli studi finora condotti ha mostrato una peculiarita’ unica: non provoca effetti collaterali.
Ne ha parlato stamani a Milano Giovanni Luca Botto, direttore della Elettrofisiologia all’Ospedale Sant’Anna di Como. La fibrillazione atriale e’ un’aritmia cardiaca caratterizzata dall’ irregolarita’ dell’attivazione elettrica degli atri del cuore e colpisce dal 9 al 13% degli ultra ottantenni. Sintomo principale e’ il cardiopalmo, legato a una tachicardia in genere intorno ai 150-160 battiti al minuto. Situazione che interessa in Italia 700 mila persone con una incidenza di 114 mila nuovi casi all’anno.

Pur se la forma permanente della malattia e’ quella piu’ grave, anche la forma piu’ lieve rappresenta un problema significativo per la salute, tanto da raddoppiare il rischio di morte, aumentare il rischio di ictus di almeno cinque volte, far crescere quello di insufficienza cardiaca di 3-4 volte e peggiorare la prognosi dei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare.

”Il trattamento farmacologico – spiega Botto – e’ stato affidato negli ultimi anni a quattro farmaci: quello piu’ efficace, amiodarone, elimina la fibrillazione atriale nel 60-70% dei casi, ma ha mostrato una serie di effetti collaterali pesanti (a carico della tiroide, del polmone, del sistema nervoso, della cute, del fegato) tanto che un paziente su 3 deve smettere di assumerlo entro 5 anni. Il nuovo farmaco e’ meno efficace, ma ha mostrato di provocare gli stessi effetti collaterali del placebo, cioe’ niente. E per la prima volta nella storia degli antiaritmici ha determinato una riduzione della mortalita’, il 25% in meno (cioe’ salva una vita su quattro) in cinque anni”.(ANSA).

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