Il batterio della salmonella per…

[caption id="attachme…

[F.O.F.I.]La contraffazione si f…

[caption id="attachment_6…

Senza un’informazione più comple…

Roma, 31 agosto 2015 – “I…

Sanità, incontinenza: giunta reg…

Cagliari, 24 gennaio 2014…

Malattie della pelle: dieta medi…

"Molte patologie cutanee …

HIV: scoperto come il virus "att…

Tra le numerose conseguen…

Quando le 'scariche adrenalinich…

[caption id="attachment_7…

TEVA ottiene l'approvazione per …

Trattamento per la leucem…

Ricerca evidenzia correlazioni t…

Circa il 10% di tutte le …

Sindrome Ring14: speranza nella …

Far tornare indietro le c…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Il fumo passivo pericoloso anche se all’aperto

Nella aree all’aperto, per esempio quelle di bar e ristoranti dove è permesso fumare, bastano due sigarette accese per mettere a rischio i non fumatori di contrarre disturbi respiratori. Lo indica una ricerca del Consiglio australiano su fumo e salute, realizzata in collaborazione con due università che hanno condotto test di qualità dell’aria in 28 locali di Perth. Nel determinare i rischi del fumo passivo per i non fumatori, i ricercatori hanno utilizzato un monitor di particelle per misurare quanti microscopici agenti inquinanti del tipo contenuto nel fumo da tabacco si trovavano nell’aria.

RISCHI – Hanno concluso che anche in aree all’aperto e ben ventilate, il fumo “di seconda mano” presenta rischi per la salute. Quando nell’area non fumava nessuno, le concentrazioni di particelle di fumo di tabacco erano di circa 4 microgrammi per metro cubo di aria; quando fumava una sola persona, il numero aumentava a 14,25 microgrammi per metro cubo. «La quantità misurata di fumo “di seconda mano” aumenta rapidamente con il numero di persone che fumano» scrive Julia Stafford, ricercatrice dell’università Curtin. Le conclusioni dello studio sono di sostegno alle norme che entreranno in vigore da settembre e che restringeranno notevolmente le possibilità per i fumatori nei locali pubblici. «Questa ricerca conferma l’opportunità di divieti di fumo in aree dove le persone possono trascorrere periodi di tempo estesi per consumare cibi e bevande» conclude la studiosa. (Ansa)

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!