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Vaginosi batterica: efficaci i probiotici

I probiotici utilizzati a livello topico per mezzo di capsule vaginali pare siano efficaci nel combattere la vaginosi batterica recidivante.
La vaginosi batterica è un disturbo checolpisce le donne in gravidanza nella misura di circa il 30% tra il secondo e il terzo trimestre, ma anche le donne sessualmente attive. È un’infezione genitale caratterizzata dalla mancanza di una risposta infiammatoria.

Un team di ricercatori cinesi del Dipartimento di Ginecologia dello Yuyao/Xinhua Hospital e della Scuola Universitaria di Medicina di Shanghai ha condotto uno studio randomizzato, controllato e in doppio cieco, per valutare gli effetti dei probiotici in capsule per uso vaginale nel prevenire la vaginosi batterica recidivante (BV).
Per questo motivo hanno reclutato 120 donne sane con una storia di BV ricorrente. Le partecipanti sono state suddivise a caso per ricevere una capsula di probiotici contenente 8 bilioni di lattobacilli (58 donne) o una capsula contenente un placebo (62 donne) per sette giorni consecutivi. Dopo la prima settimana si è fatta una pausa di sette giorni per poi riprendere lo studio per altri sette giorni.

I risultati delle analisi hanno permesso di scoprire che nelle donne trattate con i probiotici il tasso d’incidenza della vaginosi batterica era sceso al 15,8% contro il 45% delle donne trattate con il placebo. Allo stesso modo l’infezione da Gardnerella vaginalis, un batterio commune nella flora vaginale, era scesa al 3,5% nelle donne del gruppo “probiotici”, contro il 18,3% delle donne del gruppo di controllo.
Tra i due e gli undici mesi del periodo di follow-up, le donne che hanno ricevuto i probiotici hanno riportato una minore incidenza di BV e Gardnerella vaginalis. Oltre a tipiche perdite vaginali e odori, non si sono riscontrati eventi avversi in entrambi i gruppi di studio.
I ricercatori suggeriscono che il trattamento con i probiotici, oltre a essere ben tollerato, può ridurre il rischio di ricorrenti vaginosi batteriche fino a 11 mesi dopo la terapia stessa.
La Stampa

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