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Tumori al seno: Anticorpi armati contro cellule maligne

Si chiama T-DM1, una molecola rivoluzionaria che funziona come vettore e trasporta con se’ una sostanza altamente tossica per l’organismo se somministrata in modo normale, ma super-efficace se rilasciata esclusivamente contro il bersaglio, solo li’ dove proliferano le cellule neoplastiche. Il T-DM1 trova impiego finora nel cancro del seno, ma rappresenta un modello per molti farmaci a venire anche in altri tumori. Lo studio TDM4450 ha suscitato entusiasmo generale nella Comunita’ Scientifica oggi in sessione plenaria al congresso della Societa’ Europea di Oncologia in corso a Milano fino a domani. “Sono stati ottenuti risultati eccellenti – sottolinea il prof. Luca Gianni dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – nel trattamento del tumore del seno HER2 positivo, una forma che ogni anno in Italia colpisce circa 8.000 donne. T-DM1 e’ il primo di una classe di molecole denominate “anticorpi armati” e combina i benefici clinici di trastuzumab, che gia’ ha cambiato per il meglio la storia naturale della malattia HER2 positiva, con la chemioterapia potente costituita da DM1, della famiglia delle maitansine.

Anche gli effetti collaterali sono decisamente inferiori rispetto a quelli causati dal trattamento tradizionale con l’anticorpo e chemioterapia. Per esempio l’alopecia si e’ ridotta dal 45% al 2%, cosi’ come la neutropenia e la diarrea”. “Si apre una nuova era su due fronti – conferma Marco Venturini, presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) -. Da un lato, abbiamo a disposizione un’arma rivoluzionaria da utilizzare nel tumore del seno HER2 positivo. Dall’altro T-DM1 e’ un esempio efficace di quella che viene definita veicolazione specifica della chemioterapia alle cellule bersaglio”. In Italia, circa 40mila donne ogni anno sono colpite da tumore della mammella, che risulta cosi’ il secondo carcinoma piu’ diffuso e ancora il primo per mortalita’ nel sesso femminile sotto i 55 anni.
L’avvento delle terapie target, unito alla diffusione degli screening e al miglioramento delle tecnologie per la diagnosi, ha modificato in questi anni lo scenario della lotta alla patologia. Tra i protagonisti del cambiamento gli anticorpi monoclonali, che hanno la capacita’ di colpire con precisione le cellule malate senza danneggiare quelle sane. “Oggi – continua Gianni – assistiamo a un’ulteriore rivoluzione con strumenti ancora piu’ potenti, i cosiddetti anticorpi armati, di cui T-DM1 rappresenta il capostipite che giunge dopo 30 anni di tentativi falliti”. Lo studio presentato all’ESMO e’ il primo lavoro randomizzato di fase II condotto su 137 pazienti colpite da tumore del seno metastatico HER2 positivo precedentemente non trattate che ha confrontato T-DM1 con l’attuale standard terapeutico.

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