Scoperta una proteina che rallen…

Bloccando una proteina c…

Diabete: quasi all'epilogo della…

[caption id="attachment_5…

Autismo: test accurato per rilev…

Neuroscienziati canades…

Ictus: nelle donne quattro ore c…

Le donne che camminano al…

Non tutto il male viene per nuoc…

Roma, 25 febbraio 2015 – …

Merck Serono Leader nell’Innovaz…

·         La nuova ve…

1 aprile 2016: SECONDA GIORNATA…

Torna la 2° edizione dell…

Rapine nelle farmacie: un fenome…

Roma, 1° agosto 2013 - “D…

Merck Serono completa l'arruolam…

Lo studio valuterà la …

Con microfibre laser e integrita…

6th International Meeting…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Obesità e diabete: meno rischio di tumori con ‘lavoro’ di prevenzione

Prevenire obesità e diabete per ridurre il rischio di tumori. Tra i diversi rischi di complicanze legati al diabete mellito di tipo 2, malattia in costante crescita insieme all’obesità, ci sono infatti anche le patologie oncologiche, come è stato dimostrato di recente.

Da qui la necessità di contrastare l’avanzata della malattia, come spiegano gli esperti riuniti per il 35esimo Congresso nazionale della Società italiana di endocrinologia (Sie), in corso fino a domani a Montesilvano (Pescara). “Nonostante si sappia da tempo – illustra Antonino Belfiore, endocrinologo all’università di Catanzaro – che il diabete si associa a importanti complicanze croniche, quali quelle cardiovascolari, renali e oculari, solo recentemente è stato dimostrato quanto queste due patologie si associano a un aumentato rischio di sviluppare tumori maligni. Inoltre nel paziente neoplastico, obesità e diabete si associano spesso a una prognosi peggiore”.


“Una serie di studi – aggiunge Antonino Belfiore – ha portato alla conclusione che questo aumentato rischio tumori è dovuto principalmente all’aumento dell’insulina circolante (iperinsulinemia) conseguente a una resistenza periferica all’azione dell’insulina che si verifica sia nei pazienti obesi che nei pazienti con diabete di tipo 2. L’iperinsulinemia promuove – sottolinea l’esperto – la crescita cellulare in maniera sia diretta che indiretta. Studi del nostro gruppo – dice – hanno evidenziato che le cellule tumorali sono particolarmente sensibili all’azione dell’insulina perché esprimono alti livelli di recettore insulinico e specialmente della sua isoforma fetale (isoforma A o IR-A). Inoltre, le cellule staminali maligne, che sono quelle che danno inizio al tumore, esprimono livelli ancora più alti di IR-A”. Tutte indicazioni che potrebbero essere utile per la ricerca di nuove terapie.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi