Ora la Farmacia dei servizi è pi…

Le linee di intervento us…

L'insonnia ed il suo volto

L'insonnia ha un impa…

Telewellness: un progetto iHealt…

L’uomo al centro della te…

Due cuori che battono all'unison…

[caption id="attachme…

Cervello: il magazzino della mem…

Scienziati della Universi…

Bibite dolcificate: a rischio de…

Bere troppe bibite dolcif…

Nuove frontiere di intervento co…

Venerdì 20 marzo esperti …

Morte neuronale: il ruolo crucia…

La comprensione del ruolo…

Cancro: individuarlo sfruttando …

Il cancro potrebbe esse…

La chiave del dimagrimento è nel…

[caption id="attachment_2…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Dipendenze e alcolismo: un gene impedisce il recupero

E’ un gene ad impedire il recupero dall’alcolismo. La scoperta coinvolge esclusivamente le persone alcol-dipendenti che riportano una particolare variante genetica, caratteristica che causa anche un maggiore rischio di morte prematura.

E’ il risultato di una indagine interdisciplinare promossa dal Dipartimento di Psicologia dell’Universita’ di Gothenburg, in Svezia. I ricercatori stanno studiando il gene del recettore della dopamina D2 e hanno scoperto che una sua variante e’ ‘sovra-rappresentata’ nelle persone con grave dipendenza dall’alcol. Peculiarita’ collegata a un alto numero di conseguenze negative di vitale importanza per i soggetti a rischio.

“La nostra ricerca dimostra che gli alcolisti portatori di questa variante genetica, aumentano di 10 volte le possibilita’ di morire prematuramente rispetto alla popolazione media”, ha detto Claudia Fahlke, responsabile del gruppo di ricerca. Lo studio pubblicato sulla rivista ‘Alcohol e Alcoholism’ dimostra che questa variante del gene appare associata ad una maggiore tendenza ad incorrere in ricadute, anche dopo trattamenti e terapie volti a buon fine nel superamento della dipendenza. L’indagine fornisce una spiegazione efficace ai tassi di mortalita’ piu’ elevati nelle persone affette da dipendenza da alcool, portatori di questa variante genica. “Questa consapevolezza – ha precisato Jan Balldin, docente dell’Universita’ di Goteborg – sottolinea l’importanza di sviluppare metodi per l’identificazione precoce degli individui portatori di questa variante genetica, per prevenire e fronteggiare in tempo le serie conseguenze dettate dal Dna”.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi