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Nel giorno delle professioni i farmacisti in prima fila

Roma, 1° marzo 2012 – Il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Andrea Mandelli, ha tenuto un applaudito intervento nel corso del Professional Day, il dibattito che, questa mattina, ha visto la partecipazione dei rappresentanti degli Ordini e dei Collegi professionali, dalle Casse Previdenza e dai delegati della Politica in materia di Professioni. Mandelli ha ribadito la forte contrarietà della professione alle norme contenute nel decreto sulle liberalizzazioni, che nel caso del servizio farmaceutico sono tutte ispirate a una visione economicista, che di fatto equipara il farmaco a un bene di consumo qualsiasi.  Il farmacista, ha spiegato Mandelli, non è un operatore economico, ma un professionista della salute che “si trova a dover consigliare il cittadino in alcune delle sue scelte di salute e “in questa opera il professionista si trova spesso a suggerire l’acquisto di un farmaco, ma altrettanto spesso deve, secondo scienza e coscienza, consigliare al cittadino di non assumere affatto un farmaco o, ancora, di rivolgersi a un medico. Se questa è la realtà quotidiana del nostro operare, è facile capire la nostra grande preoccupazione nel vedere il farmacista e la farmacia considerati soltanto come un motore dei fatturati, come gli attori di un mercato che deve mirare all’espansione”.

Il presidente ha ricordato che nelle situazioni in cui “la dispensazione dei medicinali viene considerata soltanto un’attività economica, mi riferisco agli Stati Uniti, si assiste da tempo a un consumismo farmaceutico oneroso per la società, sia in termini monetari sia in termini umani, di reazioni avverse, intossicazioni, uso improprio”. Di qui la necessità di una difesa del “modello italiano, e di buona parte dell’Europa, che vede nella farmacia un professionista indipendente e non condizionato dalle logiche di mercato, ha da tempo dimostrato la sua superiore utilità sociale. Un modello che in questi ultimi anni, però, è stato oggetto di interventi estemporanei, scoordinati e non di una riforma organica che puntasse a migliorare il servizio, aggiornandolo e potenziando. Di più. In questi anni il servizio farmaceutico è stato terreno di scontro di opposte visioni ideologiche dimenticando le sue finalità e soprattutto il cittadino, che in quanto malato o comunque in difficoltà richiede dalla politica un’attenzione ancora maggiore”.

Il presidente della Fofi ha quindi concluso con un invito al Governo esprimendo la disponibilità dei farmacisti al confronto. Ma a condizione che ci sia “uno spazio per operare vere riforme, autentici miglioramenti, i farmacisti italiani sono a disposizione. Chi governa non ha nulla da temere dal confronto con i professionisti se al centro dell’impegno c’è il cittadino”.

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