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Assogenerici: a un tavolo sull’innovazione non possono mancare proposte per liberare risorse

assogenerici

AssoGenerici condivide le preoccupazioni dell’ad di Roche Italia Maurizio De Cicco, ma per favorire il rapido accesso ai biotecnologici innovativi occorre portare l’Italia allo stesso livello di utilizzo dei medicinali generici e biosimilari di tutti i principali paesi europei

Roma, 1 febbraio 2013 – “Il ritardo con cui i cittadini italiani possono accedere ai farmaci innovativi, denunciato dall’ad di Roche Italia, Maurizio De Cicco, è un problema gravissimo, alla cui soluzione tutto il comparto è chiamato a contribuire” dice Francesco Colantuoni, vicepresidente di Assogenerici.

“Ognuno di noi, prima di tutto come cittadino, vuole la garanzia di poter accedere alle terapie più innovative, ma per questo è necessario rimuovere tutti gli ostacoli oggi presenti nel mercato italiano che impediscono al nostro paese di portarsi allo stesso livello del resto d’Europa nell’utilizzo dei farmaci generici e biosimilari. Nell’ipotesi di un tavolo di discussione sull’innovazione” – prosegue Colantuoni – “non possiamo trascurare che una delle leve per aum entare le risorse a disposizione dei medicinali innovativi, che rappresentano la quasi totalità di quelli biotecnologici, è lasciare che il ricorso a generici e biosimilari svolga tutto il suo effetto a beneficio del controllo della spesa pubblica”. Solo se le istituzioni daranno chiare garanzie a tutti i pazienti fruitori del nostro sistema sanitario di destinare le risorse così liberate al finanziamento della ricerca e dell’innovazione nel nostro paese, si potrà finalmente far partire quel circolo virtuoso che da anni funziona nei principali paesi europei e che garantisce alle imprese competitività a livello mondiale. “Solo se si attua un’azione che coinvolga tutto il comparto sarà possibile riportare l’assistenza farmaceutica italiana agli standard europei” conclude Francesco Colantuoni. ”Standard che prevedono sì una rapida introduzione delle nuove terapie, ma anche il ricorso alle alternat ive meno costose per quelle in uso da tempo”.

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