Robots: ricercatori studiano l'a…

La ricerca nel campo dell…

Stress, ansia e depressione: ide…

[caption id="attachment_6…

“Un Segreto Da Condividere”. Rap…

Prima tappa lunedì 24 nov…

Alzheimer: scoperto un principio…

La sostanza scoperta dagl…

Botulino: i medici estetici assi…

L'ossessione per l'eterna…

Sale: invecchiamento precoce se …

Mangiare troppo sale può …

Verso un vaccino nasale contro i…

Il processo di produzione…

Cerotto 'molecolare' per bloccar…

[caption id="attachment_7…

AIDS: Trojan contro virus potreb…

Virus contro virus per co…

Epatite C: ci sono le cure, ma h…

La Francia guida il front…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Protesi retinica: impiantata in italia la prima, per combattere la cecità

Circa 15 mila italiani convivono con la retinite pigmentosa, una malattia degenerativa dell’occhio di natura ereditaria, che colpisce le cellule della retina e puo’ portare progressivamente alla cecita’. Secondo le stime, ogni anno 30 italiani perdono la vista a causa della malattia e finora per loro non esistevano trattamenti o soluzioni.
protesi_retinica
Prima nel mondo, l’Italia ha introdotto il sistema di protesi retinica della californiana Second Sight, che permette di restituire funzionalita’ visiva ai pazienti resi ciechi dalla malattia. Presentati oggi a Milano, in un incontro organizzato in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare, in programma il prossimo 28 febbraio, i risultati dei primi otto impianti su pazienti italiani. ”Un successo e un primato per il nostro Paese di cui siamo orgogliosi.


Abbiamo realizzato a Pisa il primo impianto al mondo dopo l’approvazione europea e siamo primi per numero di impianti realizzati – dichiara Stanislao Rizzo, Direttore del reparto di Chirurgia oftalmica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana – . Finora non esistevano opzioni di trattamento di efficacia scientificamente provata per i pazienti affetti da retinite pigmentosa. Con la protesi retinica, i fotorecettori danneggiati sono sostituiti da un microcomputer in grado di trasformare e trasmettere l’impulso luminoso, ricevuto da una telecamera montata sugli occhiali del paziente, alle cellule nervose della retina ancora attive.

I pazienti, quindi, imparano a interpretare questi stimoli recuperando funzionalita’ visiva: da una cecita’ totale riacquisicono una certa autonomia e possono vedere naturalmente la differenza tra giorno e notte, la forma degli oggetti, la sagoma di una persona, di una porta. Una vera rivoluzione”. E’ di pochi giorni fa, il 14 febbraio, l’approvazione della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per l’avvio degli impianti protesici anche negli Stati Uniti.

Il prossimo passo sara’ ”la realizzazione di un modello di governance innovativo, per garantire accessibilita’ e rimborsabilita dell’impianto a tutti i pazienti italiani che possono trarne beneficio”. A scendere in campo per questo traguardo e’ il neonato Comitato Scientifico per la Protesi Retinica dell’Azienda Ospedaliera di Pisa, presieduto da Elio Borgonovi, Docente di Economia e Management delle Amministrazioni Pubbliche e Presidente Cergas, Universita’ Bocconi, che da anni combatte contro la retinite pigmentosa.

”Al momento possono sottoporsi all’intervento solo pazienti completamente ciechi che hanno sviluppato la forma piu’ severa di malattia- spiega Rizzo -. La protesi e’ fissa, l’impianto restera’ sulla retina per il resto della vita dei nostri pazienti, ma il software che regola la proiezione di immagini e’ in continuo sviluppo e stiamo assistendo a un continuo miglioramento delle performance visive dei pazienti.

Per il 2016 e’ prevista una protesi con 240 elettrodi, cioe’ una densita’ 4 volte migliore di quella che impiantiamo oggi e questo permettera’ quindi di estendere il campo di applicazione anche a pazienti che hanno una vista migliore rispetto a coloro che sono adesso candidabili all’intervento”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: