Sclerosi Multipla: risonanza mag…

La risonanza magnetica è …

Alzheimer, un'iniezione a settim…

Un'iniezione settimanale …

Il cervello si serve di due mole…

Decodificati i circuiti c…

Una variante genetica risulta de…

[caption id="attachment_1…

Tumore al colon: nuovo marker tu…

Il risultato può essere c…

Biotecnologie dedicate al "sorri…

Secondo un vecchio detto,…

Cellule staminali: il virus dell…

Il virus dell'Aids puo' e…

Approvato nuovo farmaco contro t…

Approvato nuovo farmaco …

Disfunzione erettile: potrebbe n…

I medici avvertono che sp…

Cellule staminali: la Cina ferma…

La Cina ha ordinato di fe…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Tumore alla prostata: cinque sedute contro quaranta per sconfiggerlo

Cinque sedute di radioterapia al posto delle 40 solitamente necessarie. E poi raggi più sicuri, precisi e con minori effetti collaterali.prostate_gland Tutto questo grazie ad una radioterapia che sfrutta l’accelerazione di particelle atomiche come se fossero un bisturi invisibile, che agisce solo lì dove serve. La terapia non è nuova, si chiama adroterapia, ma è innovativa l’applicazione della radioterapia. L’ha presentata Roberto Orecchia, direttore della divisione di radioterapia dello Ieo e direttore scientifico della Fondazione Cnao (Centro nazionale di adroterapia oncologica).  “Utilizziamo questa tecnologia per trattare la malattia nella sua fase iniziale, quando il Psa (l’antigene prostatico specifico) non supera i 10/15 nanogrammi per millilitro”. Essenziale quindi è la diagnosi precoce. Dopo può intervenire la cura. Rapida e di durata inferiore a quella tradizionale. Cinque sedute da 45 minuti, al posto delle 40 tradizionali.

Il segreto è nella radiazione più concentrata sulla parte malata. In cinque sedute si arriva a bersagliare il tumore con 35 gy (il gray o Gy è l’unità di misura della dose assorbita di radiazione) che valgono come gli 84 gy della cura tradizionale. “Essendo i raggi meno della metà dei precedenti e molto più focalizzabili sulla parte malata si registrano minori effetti collaterali”, spiega Orecchia.  La promessa è di scongiurare uno degli aspetti più temuti da chi deve sottoporsi alla chirurgia della prostata, ovvero l’impotenza che interessa circa la metà dei pazienti.

Il tumore alla prostata colpisce ogni anno 25mila uomini in Italia, il 15% di tutti i tumori maschili. Fortunatamente le statistiche dimostrano che si tratta di un tumore con le più alte possibilità di sopravvivenza: il 70% dopo cinque anni dalla diagnosi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: