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Pubalgia: arriva il bel tempo, e con esso la patologia che affligge molti atleti

Da Leonardo Bonucci a Wesley Sneijder, un problema comune a molti atleti professionisti, ma anche a molti di quelli con l’arrivo del bel tempo torneranno a calpestare senza troppe pretese i campi di gioco. La pubalgia è chiamata “male del calciatore”.pubalgia Ma anche podisti, rugbisti e pallavolisti sono esposti. La sensazione di uno strappo all’inguine, che si irradia verso il pube e l’interno coscia, e lo stop è assicurato: niente calcetto il venerdì, niente allenamento per gli altri, niente partita. Adesso gli scienziati dell’Università di Vigo, in Spagna, hanno compreso alcuni dati in più sull’interferenza muscoli-infiammazione-dolore grazie all’aiuto delle tecnologie e ad un esame realizzato su 78 calciatori spagnoli della prima divisione con alle spalle da 4 a 15 anni di attività agonistica.

Lo studio pubblicato sul Journal of electromyography and kinesiology mostra infatti che il muscolo retto femorale, uno dei 4 muscoli del quadricipite femorale, subisce sollecitazioni e contrazioni diverse a seconda della posizione in campo del giocatore. Con l’ausilio di un macchinario sviluppato dall’Università di Lubiana, chiamato tensiomiografo, già adottato da diversi club come il Barcellona, i ricercatori hanno scoperto che i difensori centrali e i portieri attivano in maniera più “esplosiva” i muscoli estensori del ginocchio per saltare, fermarsi di colpo, colpire di testa. I centrocampisti invece mantengono questo muscolo contratto per meno tempo rispetto agli altri compagni di squadra perché il loro ruolo richiede maggiore resistenza.

“I più soggetti al rischio di pubalgia hanno un morfotipo brevilineo, una muscolatura potente – spiega Jacques Lamarche, esperto di Biomeccanica clinica -. L’intensità del lavoro muscolare è una delle cause scatenanti”. Dietro la pubalgia, infatti, c’è un sovraccarico dei muscoli adduttori, ma anche la muscolatura addominale è coinvolta dai ripetuti microtraumi che si riflettono sui nervi dell’inguine – il nervo perforante del retto addominale nel calciatore – e innescano il dolore. Un insieme complesso di cause. “La complessità è ben sintetizzata da una delle definizioni date alla pubalgia: ‘sindrome di sovraccarico spondilo-inguino-pubica’ – spiega – che può colpire in ben quattro forme sotto la linea dell’inguine, a carico del canale osseo-tendineo-muscolare”. Gli esami di riferimento sono la radiografia, la scintigrafia, l’ecografia, Tc e Rm. “Messe da parte cause esterne al sovraccarico muscolare – continua l’esperto – bisogna procedere allo studio specifico con ‘armi’ molto particolari e poco diffuse: esame clinico e valutazione posturale”.

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