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Vita sessuale meno dolorosa in menopausa

Il dolore da rapporto sessuale è un tipico sintomo della menopausa che può essere prevenuto o curato con l’ausilio di un mix personalizzato di batteri lattici, simili a quelli presenti nello yogurt. Lo studio

La menopausa è caratterizzata da tutta una serie di disturbi più o meno intensi che possono rendere difficoltoso il normale trascorrere della giornata. Uno dei problemi di cui si parla poco – in proporzione alle classiche “caldane” e l’insonnia – è la vulvovaginite atrofica.

Si tratta di una patologia rappresentata da un assottigliamento e fragilità delle pareti vaginali che causa, a sua volta, una predita di elasticità e una maggiore secchezza associata a un’aumentata predisposizione alla infiammazioni.
Tali sintomi, generalmente, sono dovuti a una marcata riduzione degli ormoni estrogeni, tipica della menopausa.

Uno studio guidato da un team di esperti provenienti dall’Università Johns Hopkins e dall’Università del Maryland, ha valutato le possibili soluzioni al problema. Secondo le ricerche condotte, potrebbe essere sufficiente modificare la miscela batterica vaginale. Una delle cause di secchezza e dolore durante i rapporti sessuali, infatti, potrebbe risalire proprio alla presenza di tali batteri che durante la menopausa tende a trasformarsi.

Il microbiota vaginale possiede una considerevole quantità di batteri lattici. Questi sono presenti solo durante le prime settimane di vita per far poi la loro nuova entrata in scena in età fertile. Il componente di rilievo di tale flora è rappresentato dal Lactobacillus acidophilus – lo stesso dello yogurt, per intenderci – che ha il preciso scopo di “mangiare” il glicogeno producendo, come “scarto”, l’acido lattico al fine di garantire un pH vaginale molto basso (mediamente 4.5). In questa maniera gli unici batteri esterni che possono entrare a far parte della mucosa vaginale sono quelli che resistono all’ambiente acido. Tale meccanismo, tuttavia, durante la menopausa sembra scemare.

Utilizzare lubrificanti prima del rapporto sessuale potrebbe non essere affatto d’aiuto, nonostante siano da molto tempo utilizzati come terapia di prima linea per le donne che presentano sintomi di Vulvo Vaginite Atrofica (VVA). Se la patologia è a uno stadio avanzato, si aggiungono anche estrogeni locali a basso dosaggio.
Inutile dire che questa soluzione non è delle migliori, in particolare per alcune categorie di persone come le donne sopravvissute al cancro che non possono fare uso di estrogeni. Inoltre, i lubrificanti normali potrebbero avere risvolti negativi sulla flora batterica della donna o, peggio, predisporla a particolari tipi di infezioni.

Per dunque trovare una soluzione differente, durante lo studio sono state reclutate 87 donne di età compresa fra i trentacinque e i sessant’anni. Nel corso della ricerca si è potuto notare come la miscela vaginale fosse molto diversa nelle donne in età fertile, rispetto a quella delle signore in menopausa già avanzata. In queste ultime infatti era notevolmente ridotta.
Quando la presenza di lattobacilli è insufficiente, la vagina tende a essere più secca con conseguente dolore durante i rapporti sessuali.

I ricercatori, tuttavia, sostengono che l’utilizzo di prodotti già pronti a base di lactobacilli potrebbe essere deleterio anziché benefico. Sarebbe probabilmente più utile utilizzare un ceppo di batteri personalizzati in maniera da prevenire o trattare la VVA.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Menopause.

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