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Fumo in gravidanza: aumenta le possibilità del nascituro con dipendenza da nicotina

Una situazione di stress e il vizio di fumare durante la gravidanza possono far aumentare in modo significativo le probabilità che la prole sviluppi una dipendenza dalla nicotina più avanti nella vita. Lo studio

Le figlie delle donne che fumavano durante la gravidanza hanno maggiori probabilità di sviluppare una dipendenza da nicotina una volta adulte.

Dei rischi cui va incontro una donna che fumi in gravidanza se n’è già parlato più volte, e sono molti. Non solo è un rischio per la salute della donna stessa, ma vi è un serio rischio per quella del feto e, dunque, anche del bambino che nascerà.

Tra i numerosi problemi che possono insorgere nel bambino per via di questo “vizio” vi sono un basso peso alla nascita, la sindrome della morte improvvisa del neonato (nota anche come morte in culla o SIDS), un aumento del rischio per il disturbo da deficit di attenzione (ADHD) e altri disturbi del comportamento, disturbi nello sviluppo degli organi e, infine, una predisposizione all’uso della nicotina.
Proprio su quest’ultimo problema si è concentrato un largo studio longitudinale durato 40 anni, che ha trovato che le donne che continuano a fumare e vivere in condizioni di stress durante la gravidanza facciano aumentare le probabilità che i propri figli sviluppino una dipendenza da nicotina più tardi nella vita, soprattutto se femmine.

Secondo questo scoperto dai ricercatori vi è una forte evidenza che l’esposizione prenatale agli ormoni dello stress materni possa predire la dipendenza dalla nicotina più tardi nella vita nelle figlie femmine. I risultati dello studio confermano quanto già suggerito da precedenti ricerche circa una dipendenza dal fumo nei bambini nati da madri che fumavano durante la gravidanza.

La dottoressa Laura Stroud e colleghi del Centers for Behavioral and Preventive Medicine presso il Miriam Hospital di Providence (Usa) hanno pubblicato i risultati di questo nuovo studio sulla rivista Biological Psychiatry, dimostrando che nella prole femminile un’elevata esposizione al cortisolo prenatale e l’esposizione al fumo materno durante la gravidanza erano associati a un aumento dei tassi di dipendenza da nicotina da adulti. Questi stessi risultati non hanno tuttavia avuto riscontro nella prole maschile, anche se vi era un’esposizione elevata all’ormone testosterone.

Gli scienziati ritengono che tutte le donne dovrebbero essere informate sui rischi che corrono nel fumare, sia prima che durante e dopo la gravidanza, e sui pericoli cui espongono i propri figli se indulgono in simili comportamenti e nell’esporsi a elevati livelli di stress.

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