Sodio e vita sedentaria: ecco i …

Negli anziani di età comp…

Tumore al seno: 500 mila le donn…

Nel nostro Paese vivono p…

SItI e Sanofi Pasteur MSD: partn…

Due giorni di formazion…

Cellule staminali in grado di pr…

Pronte le prime cellule s…

[4.SIN] Epilessia

Prof. Umberto Aguglia, Co…

Epatite C: trovato un nuovo pote…

[caption id="attachment_6…

DAI POMODORI ITALIANI UNA PILLOL…

[caption id="attachment_9…

Insufficienza cardiaca: la cura …

I ricercatori guidati del…

Ebola: America vicina ad un rime…

[caption id="attachment_8…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Lavoro notturno: e nel corpo si crea il caos

Il lavoro notturno getta il corpo nel caos e potrebbe causare danni alla salute a lungo termine, avvertono i ricercatori dello Sleep Research Centre del Surrey (Gb) sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’.


Già in passato era stato dimostrato che svolgere il proprio mestiere dopo una certa ora comporta tassi più alti di diabete di tipo 2, attacchi cardiaci e cancro. Ora gli scienziati britannici hanno scoperto che il lavoro notturno turba il nostro organismo a un livello molecolare ancora più profondo.
Il corpo umano ha un proprio ritmo naturale, il noto ‘orologio biologico’ che fa in modo che si dorma la notte e si sia attivi durante il giorno. Questo consente che si regolino correttamente gli ormoni, la temperatura corporea, le capacità atletiche, l’umore e la funzione del cervello. Lo studio ha seguito 22 persone il cui corpo è stato ‘sconvolto’ dal passaggio a un stile di vita normale a quello di un lavoratore assegnato al turno di notte.  Gli esami del sangue hanno mostrato che normalmente il 6% dei geni sono ‘settati’ per essere più o meno attivi in momenti specifici della giornata. Ma dopo che i volontari hanno lavorato tutta la notte, “oltre il 97% dei geni sono andati fuori sincronia e questo spiega anche perché ci sentiamo così male per il jet lag dovuto a un lungo viaggio, oppure se dobbiamo lavorare a turni irregolari”, spiega Simon Archer, uno dei ricercatori dell’Università del Surrey. Secondo gli esperti tutti i tessuti del corpo hanno il loro ritmo quotidiano, ma con i turni di notte questo viene ‘scombussolato’, con il cuore che lavora in modo non sincronizzato ai reni, per esempio, o al cervello.

“E’ come vivere in una cosa dove c’è un orologio che segna un’ora diversa in ogni stanza, cosa che ovviamente porta al caos”, spiegano, puntualizzando che anche se il loro è uno studio a breve termine, “si può immaginare cosa questo possa comportare per la salute”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi