Ossigeno inibisce la capacità rigenerativa del cuore

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Il gas presente nell’aria, e che ci permette di respirare e vivere, ha tuttavia un impatto inaspettato sul muscolo cardiaco, a cui impedisce di far rigenerare le proprie cellule. Agire su questo fattore potrebbe essere un modo per far invece rigenerare il cuore quando questo sia danneggiato dal tempo o da malattie

L’ossigeno ci mantiene in vita, però blocca la capacità delle cellule cardiache di rigenerarsi.

L’elemento chimico al secondo posto, dopo l’azoto, più presente nell’atmosfera è l’ossigeno.
Posto che senza di esso non potremmo vivere, pare che abbia tuttavia una caratteristica che lo pone in contrasto con l’esistenza di un organo di cui, allo stesso modo, non possiamo fare a meno: il cuore.sangue_ossigeno

Ossigeno è un termine che nasconde nella sua stessa radice la chiave della vita. E’ una parola greca composta da “oxýs” e “ghen”, la cui radice significa “generare”. Ed è proprio qui che gli scienziati hanno trovato l’inghippo. La sua capacità di generare cozzerebbe infatti con la capacità di rigenerare – nello specifico: le cellule cardiache.

Il cuore, come per tutto il resto dell’organismo, si genera durante i nove mesi della gestazione, quando l’intero corpo è in un ambiente protetto. Ma, quando il bambino nasce e il corpo si ritrova in un ambiente esterno, ricco di ossigeno, ecco che qualcosa accade.

Stando a quanto emerso da un nuovo studio condotto dal prof. Hesham Sadek e colleghi del Dipartimento di Medicina Interna presso l’UT Southwestern, l’ambiente post-natale ricco di ossigeno influisce col ciclo cellulare, causando l’arresto dello sviluppo dei cardiomiociti, o cellule del cuore.
Questo processo, favorito dalla massiccia presenza di ossigeno, fa sì che le cellule del cuore accumulino mitocondri (che sarebbero la centrale energetica delle cellule). Il tutto si traduce così in una maggiore ossidazione che, a sua volta, causa dei danni ai mitocondri del Dna e provoca l’arresto del ciclo cellulare.

La scoperta dei ricercatori è unica, perché per la prima volta si è osservato un meccanismo protettivo precedentemente non riconosciuto. Questo processo media l’arresto del ciclo cellulare e dei cardiomiociti, come conseguenza del metabolismo aerobico dell’ossigeno.
Il muscolo cardiaco, fa notare il prof. Sadek, contiene la più alta quantità di mitocondri nel corpo e consuma il 30% dell’ossigeno totale del corpo già soltanto in uno stato di riposo. Purtroppo, questa energia ricavata dal massiccio consumo di ossigeno ha un prezzo: l’ossidazione del Dna che rende le cellule cardiache non più in grado di dividersi e rigenerarsi.

I risultati completi dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Cell, e mostrano come studiare questo processo di blocco delle capacità rigenerative nei neonati potrebbe portare allo sviluppo di un metodo per invece stimolarle nel caso di adulti con problemi al cuore.

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