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Trapianto di reni: migliori gli esiti nel lungo periodo

Rispetto a lunghe e frequenti emodialisi, il trapianto di rene permette ai pazienti con insufficienza renale di essere trattati con successo e di vivere piu’ a lungo, anche se puo’ aumentare il rischio di essere ricoverati in ospedale entro il primo anno dall’intervento.


Sono i risultati di un nuovo studio apparso sul Journal of the American Society of Nephrology (JASN). Dati che supportano la necessita’ di incoraggiare il trapianto per potenziali candidati che ricevono l’emodialisi tra le mura domestiche.
Gli esiti della ricerca, promossa da Karthik Tennankore (Dalhousie University, Canada) e Christopher Chan (University of Toronto, Canada), dimostrano che ricorrenti e durature emodialisi (almeno sedici ore a settimana) effettuate a casa offrono buoni risultati per i pazienti.

Lo studio ha incluso un campione di 173 pazienti soggetti ad emodialisi domestica e di 1517 trapiantati per confrontare i traguardi ottenuti attraverso le due strategie. Dalle analisi e’ emerso pero’ che i trapiantati hanno una riduzione del rischio di morte o di insufficienza del 55-61 per cento rispetto ai trattati con emodialisi a casa.

Il pericolo di essere ricoverati in ospedale e trascorrervi piu’ tempo e’ maggiore nel primo gruppo sul breve periodo ma piu’ basso dopo molti anni. “La ricerca rivela che dobbiamo continuare a suggerire il trapianto di reni ai pazienti eleggibili che ricevono emodialisi – hanno spiegato gli autori – anche quando rispondono bene ai trattamenti”.

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