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Acari della polvere: un vaccino contro allergia sviluppato da ricercatori

Gli scienziati dell’Università dello Iowa hanno sviluppato un nuovo vaccino per la fastidiosa, quanto diffusa allergia all’acaro della polvere: una speranza per le molte persone che ne soffrono.
Difficile liberarsi degli acari della polvere, per quanto si possa fare per debellarli. E sono ormai una sgradita, ma onnipresente realtà in tutte le case – anche quelle più “pulite”.

L’acaro della polvere è un minuscolo animaletto (con dimensioni di circa 200-300 micron, ossia all’incirca 1/4 di millimetro) che alberga nei luoghi più disparati nell’ambiente di casa. Di preferenza soggiorna in materassi, cuscini, lenzuola, ma anche nella tappezzeria e nei peluche – ma non solo. Gli acari sono presenti a milioni: noi non li vediamo, non li sentiamo… ma ci sono. Ad avvertire però la loro presenza sono gli allergici, i quali lo manifestano con sintomi più o meno eclatanti: tra questi anche gravi problemi respiratori. In più un’esposizione prolungata a questi allergeni può causare seri danni ai polmoni.

Acaro della polvere

Acaro della polvere

Per combattere questo esercito invisibile che cresce a dismisura con il passare del tempo, i rimedi attuali sono per lo più empirici: massima igiene, rimozione accurata della polvere e così via. Quanto ai farmaci a cui gli allergici possono ricorrere per trovare sollievo, be’, ci sono anche quelli; tuttavia spesso gli effetti collaterali sono molto pesanti e non sempre si ottengono i risultati sperati.

Ma, ora, una buona nuova giunge dai ricercatori dell’Università dell’Iowa, che hanno testato gli effetti di un vaccino sia su modello animale che in laboratorio, trovando che è in grado di ridurre l’infiammazione polmonare causata dagli allergeni.

Il prof. Aliasger Salem e colleghi dell’UI hanno sviluppato questo nuovo vaccino per combattere l’allergia agli acari della polvere sfruttando la naturale risposta immunitaria del corpo. Nei test condotti su modello animale, la somministrazione del vaccino ha ridotto l’infiammazione polmonare dell’83%, nonostante la ripetuta esposizione agli allergeni.
Secondo i ricercatori, il principale motivo per cui il vaccino funziona, è perché il vaccino contiene un segnale che altera la risposta infiammatoria del corpo agli allergeni dell’acaro della polvere.

«La novità è che abbiamo sviluppato un vaccino contro gli allergeni dell’acaro della polvere che non è stato utilizzato in precedenza», dichiara Aliasger Salem, professore di scienze farmaceutiche presso l’UI.

«La nostra ricerca – aggiunge Peter Thorne, professore di sanità pubblica presso l’UI – esplora un nuovo approccio al trattamento dell’allergia agli acari in cui particelle minuscole appositamente incapsulate vengono somministrate con sequenze di DNA batterico che guidano il sistema immunitario a sopprimere le risposte immunitarie allergiche. Questo lavoro suggerisce una via da seguire per alleviare l’asma indotta in chi soffre di allergie».

Secondo quanto riportato sulla rivista AAPS (American Association of Pharmaceutical Scientists) Journal – su cui è stato pubblicato lo studio – il vaccino sviluppato dagli scienziati UI sfrutta l’inclinazione naturale del corpo a difendersi contro i corpi estranei. Una chiave fondamentale della formula risiede nell’uso di un adiuvante, che aumenta la potenza del vaccino, chiamato “CpG”. Questo potenziatore è stato utilizzato con successo in vaccini contro il cancro, ma non era mai stato testato come vaccino per le allergie agli acari della polvere. In linea generale, l’adiuvante CpG fa scattare un allarme all’interno del corpo, spingendo all’azione le cellule immunitarie. Queste cellule, poi, assorbono e smaltiscono il CpG.

Il segreto sta proprio in questa fase di assorbimento dell’adiuvante, perché in questo modo le cellule immunitarie assumono anche il vaccino.
La combinazione antigene (vaccino) e CpG induce il corpo a modificare la sua risposta immunitaria, producendo anticorpi che smorzano gli effetti sulla salute che in genere i dannosi allergeni degli acari della polvere causano.
I risultati ottenuti in laboratorio sono stati promettenti e i ricercatori continueranno a testare il vaccino con la speranza che presto possa essere utilizzato per trattare i pazienti con questo tipo di allergia.

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