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Fecondazione eterologa: OK anonimato, biobanche e rimborsi. Tavolo tecnico

Assoluto anonimato dei donatori, rimborsi per i donatori stessi, la creazione di biobanche per i gameti, il limite di nati per donatore fissato in 10 famiglie, comprensivo pero’ di eventuali fratelli-sorelle.


Sono alcune delle indicazioni fornite dal Tavolo Tecnico convocato dal Ministro della Salute sulla fecondazione eterologa. Un gruppo di lavoro, come specificato nel documento conclusivo, che “ha avuto esclusivamente un “ruolo informale e consuntivo” e ha lavorato ascoltando il parere espresso dagli esperti su “prestabiliti ordini del giorno”, senza mai giungere a compiere atti deliberativi o votazioni su nessuno dei temi trattati”.
Infatti “in nessun incontro sono state presentati testi o bozze di “Linee guida” che, evidentemente, se gia’ in possesso del Ministero o di altri componenti del tavolo, non sono state divulgate ai convenuti”.

Per gli esperti e’ necessario l’assoluto anonimato dei donatori, “con unica possibile eccezione in caso di gravissime e straordinarie esigenze sanitarie dove sara’ possibile conoscere l’identita’ genetica/biologica del donatore e sempre e comunque con esclusione dell’identita’ biografica, su documentata richiesta decisa da apposita commissione medica”.

Il limite al numero di nati per ciascun donatore/donatrice “deve basarsi su considerazioni epidemiologiche, che, gia’ effettuate in altri paesi, limitano a circa 25 le nascite per una comunita’ di circa un milione di abitanti (nascite in un numero di famiglie non superiore a 10, consentendo la possibilita’ di un ulteriore concepimento dallo stesso donatore/donatrice per la stessa coppia ricevente) mantenendo, in tal modo, inalterato, il rischio di incontro involontario tra consanguinei”. Ovviamente bisognera’ incrociare i dati familiari per evitare “il rischio di utilizzare, per la donazione, gameti di un consanguineo del ricevente”. Per le donazioni occorre prevedere “una forma di rimborso che dovra’ essere rigidamente regolamentata, analogamente alle donazioni di sangue e midollo, per non vanificare la possibilita’ di disporre di gameti e ribadire il valore solidaristico dell’atto oblativo del dono”.

Occorre inoltre “definire l’immediata disponibilita’ di norme e l’apertura di uno specifico capitolo di spesa per la realizzazione delle bio-banche pubbliche all’interno di strutture del Sistema Sanitario Nazionale”. Le Societa’ Scientifiche “ribadiscono inoltre il fermo convincimento che non sussistano particolari impedimenti alla attivazione delle procedure di donazione di gameti in Italia”. Infone, scrivono gli esperti, “il compito delle Istituzioni Sanitarie pubbliche e’ quello di garantire in tempi brevissimi e certi la possibilita’ per i cittadini di accedere alle procedure di PMA con donazione di gameti, senza discriminazioni di carattere economico e territoriale, nel rispetto della Sentenza della Corte Costituzionale”.

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