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Scoperta come si attiva la proteina che sta dietro cancro, infiammazioni, disfunzioni autoimmuni

Una nuova ricerca trova come viene attivata una fondamentale e complessa proteina che svolge un ruolo chiave nella regolazione della risposta immunitaria all’infezione. Questa, quando sregolata, può essere causa di gravi malattie.

Scienziati trovano come si attiva una proteina che sta dietro a molte malattie.

E’ forse una delle proteine più studiate al mondo, ed è stata oggetto di migliaia di ricerche. E’ la proteina NF-kB, che svolge un ruolo chiave nella regolazione della risposta immunitaria alle infezioni, ma che sta anche dietro a patologie gravi come il cancro, le malattie infiammatorie e autoimmuni, lo shock settico e altre infezioni virali.

Mappa interazione Proteine umane

Mappa interazione Proteine umane

La nuova ricerca ha finalmente scoperto come questa complessa proteina si attiva e cosa accade nei processi interni all’organismo. Lo studio è stato condotto da Jiazhen Zhang nel laboratorio del professor Sir Philip Cohen presso l’Università di Dundee (Scozia), e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Biochemical Journal.

I ricercatori spiegano che la proteina NF-kB (nuclear factor kappa-light-chain-enhancer of activated B cells) è un complesso proteico che controlla la trascrizione del DNA. Questa proteina è stata trovata in quasi tutti i tipi di cellule animali e svolge un ruolo chiave nella regolazione della risposta immunitaria all’infezione. Tuttavia, un’errata regolazione di NF-kB è stata collegata a cancro, malattie infiammatorie e autoimmuni, shock settico, infezioni virali e uno sviluppo immunitario improprio.

«NF-kB è stata oggetto di una moltitudine di ricerca per molti anni, in quanto svolge un ruolo fondamentale nelle malattie infiammatorie e il cancro – spiega Sir Philip – E’ noto da tempo che la proteina è attivata da una chinasi chiamata IKKβ, ma vi sono opinioni divergenti circa l’autoattivazione della chinasi».

In questo studio, «Abbiamo confermato che è coinvolta un’altra chinasi, TAK1. Ma sorprendentemente non è sufficiente ad attivare IKKβ – sottolinea Sir Philip – Altri due eventi devono accadere in aggiunta, vale a dire la formazione di un insolito tipo di catena ubiquitina e il suo attaccamento alla IKKβ, e poi l’aggiunta al IKKβ di un secondo gruppo fosfato che straordinariamente realizzato da IKKβ stessa. Solo allora IKKβ diventa abile ad attivare NF-kB».

La scoperta è davvero importante, perché la comprensione di tali meccanismi può fare la differenza nel trattamento di molte malattie difficili da curare.
«Si tratta di biochimica complessa – precisa Sir Philip – ma lavorando sui dettagli di come le proteine vengono attivate e disattivate, permette di individuare nuovi modi per sviluppare migliori farmaci per il trattamento delle malattie. Per esempio, l’enzima che produce le catene di ubiquitina necessarie per attivare IKKβ potrebbe ora essere preso di mira per sviluppare un farmaco per il trattamento delle malattie infiammatorie».

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