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Tumori: nuovo metodo per valutare tossicità dei prodotti chimici

E’ possibile predire il rischio a lungo termine di sviluppare il cancro dopo un’esposizione chimica, misurando gli effetti a breve termine della stessa esposizione.

Almeno questo e’ quanto emerso da uno studio della Boston University School of Medicine (BUSM), della Boston University School of Public Health, del BU Bioinformatics Program e del National Toxicology Program del National Institute of Environmental Health (Usa). chemioterapiaI risultati, pubblicati sulla rivista Plos One, permetteranno di sviluppare test piu’ semplici e meno costosi per lo screening di sostanze chimiche capaci di predire il loro potenziale rischio di provocare il cancro.

Nonostante una diminuzione complessiva dell’incidenza e della mortalita’ per cancro, si stima che circa il 40 per cento degli americani riceveranno una diagnosi di tumore nella loro vita e circa il 20 per cento morira’ a causa di questa malattia. Attualmente meno del 2 per cento delle sostanze chimiche presenti sul mercato sono state testate per la loro capacita’ di indurre il cancro.

Utilizzando un modello sperimentale, i ricercatori hanno misurato gli effetti sui tessuti sani dopo pochi giorni di esposizione a una data sostanza e, in particolare, hanno valutato gli effetti sulla risposta dell’espressione genica nel fegato. “Confrontando le risposte ai cancerogeni e non cancerogeni chimici, siamo stati in grado di estrarre una ‘firma’ e un modello predittivo associato alla capacita’ di discriminare con elevata precisione tra i due” hanno spiegato i ricercatori. “Questo lavoro – ha continuato – ha confermato che e’ possibile predire il rischio cancro a lungo termine, misurando gli effetti a breve termine.

Come risultato della nostra scoperta ci aspettiamo che lo screening accurato per valutare il potenziale cancerogeno delle oltre 80.000 sostanze chimiche attualmente in commercio presto sara’ una realta'”.

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