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Conferma dallo studio tides-acs presentato al congresso ESC di Barcellona: lo stent con rivestimento in titanio-ossido nitrico (tino) non è inferiore allo stent con polimero riassorbibile a rilascio di everolimus (ees) nei pazienti affetti da sindrome coronarica acuta (sca).

Barcellona, 30 agosto 2017 – Presentati al Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) in corso a Barcellona i risultati dello studio TIDES-ACS che ha messo a confronto lo stent rivestito in TiNO, (OPTIMAXTM prodotto da Hexacath, Parigi, Francia) e lo stent di tipo EES (SYNERGYTM di Boston Scientific, Marlborough, Stati Uniti) nei pazienti affetti da SCA.

I risultati dello studio ci mostrano che lo stent con rivestimento in titanio-ossido nitrico OPTIMAX nei pazienti con sindrome coronarica acuta non è inferiore a uno dei migliori stent a rilascio di Everolimus (SYNERGY), tra i più utilizzati nella cardiologia interventistica di oggi“, ha sottolineato il Dott. Pim Tonino, cardiologo interventista del Centro Cardiologico Catharina di Eindhoven, nei Paesi Bassi, che ha presentato i risultati dello studio in una sessione dedicata (Late Breaking Science) durante il Congresso.

Condotto presso 12 strutture internazionali, questo studio ha randomizzato 1491 pazienti con SCA (2:1) che hanno ricevuto stent rivestiti in TiNO (989) o di tipo EES (502).

L’endpoint primario è stato il tasso di eventi avversi cardiaci gravi (MACE – Major Adverse Cardiac Events), che includono morte cardiaca, infarto miocardico non fatale (IM) e rivascolarizzazione delle lesioni target legata all’ischemia (TLR) a 12 mesi.

L’endpoint primario è stato riscontrato nel 6,3% dei pazienti che hanno ricevuto stent rivestiti in TiNO, contro il 7,0% riscontrato nei pazienti con EES (HR 1,12 [IC 95% 0,73 – 1,72] p per non inferiorità <0,001 e p per superiorità = 0,66).

Sia la morte cardiaca (0,5% contro 1,6%, p = 0,04) sia l’IM non fatale (1,8% rispetto al 4,6%, p = 0,004) sono stati osservati con minor frequenza con stent rivestiti in TiNO. La TLR legata all’ischemia è stata condotta più frequentemente nel braccio con stent rivestiti con TiNO (5,4% contro 3,4%, p = 0,09).

Se si prendono in esame i singoli componenti dell’endpoint primario dello studio, lo stent OPTIMAX comporta una riduzione della morte cardiaca e dell’infarto miocardico rispetto a SYNERGY, controbilanciata da un tasso più elevato di rivascolarizzazione delle lesioni target legate all’ischemia riscontrato con OPTIMAX. In altre parole, con l’uso dello stent OPTIMAX, gli endpoint oggettivi più ostici nei pazienti con SCA, come l’infarto miocardico e la morte cardiaca, sono stati meno frequenti rispetto a SYNERGY, a fronte di un parametro probabilmente meno significativo, cioè un tasso più elevato di ripetizione dell’intervento “, ha commentato il Dott. Tonino.

In conclusione, nei pazienti affetti da SCA, gli stent realizzati in cobalto-cromo e rivestiti in TiNO non sono risultati inferiori agli stent EES in lega platino-cromo con polimero riassorbibile per l’endpoint primario composito di sicurezza e di efficacia dopo 12 mesi di follow-up.

Lo studio TIDES-ACS è il primo confronto randomizzato head-to-head adeguatamente disegnato tra l’attuale tecnologia degli stent bioattivi di oggi e la tecnologia all’avanguardia degli stent a rilascio di farmaco (DES- Drug Eluting Stent) nel contesto della SCA. Ha dimostrato chiaramente la non inferiorità della prima tecnologia rispetto alla seconda per ciò che concerne gli endpoint oggettivi e compositi di sicurezza ed efficacia”, ha aggiunto il ricercatore principale dello studio, il Dott. Pasi Karjalainen del Centro Cardiologico del Satakunta Central Hospital di Pori (Finlandia).

“Sulla base dei risultati ottenuti dallo studio, si può sostenere senz’altro che l’utilizzo di stent bioattivi (BAS) rivestiti in TiNO sia una valida alternativa agli stent a rilascio di farmaco (DES) nelle Sindromi Coronariche Acute. Il nostro auspicio è che gli stent basati su questa tecnologia bioattiva siano presi in considerazione dalle commissioni che stabiliranno le prossime Linee Guida, considerandole come un’alternativa fattibile e valida per l’angioplastica coronarica nei pazienti con SCA“, ha concluso Karjalainen.

Informazioni su Hexacath

Hexacath è un’azienda indipendente francese fondata nel 1994 che sviluppa, produce e distribuisce prodotti innovativi per le terapie vascolari come gli stent bioattivi (BAS), gli stent metallici tradizionali (BMS) e vari tipi di cateteri PTCA e PTA per angioplastiche coronariche e periferiche.

Dal 1996 a oggi, HEXACATH ha condotto un ambizioso programma di Ricerca e Sviluppo in collaborazione con laboratori pubblici e con gli Esperti più affermati di diversi paesi. L’obiettivo è lo sviluppo di una gamma di prodotti cardiovascolari avanzati che siano superiori ai prodotti già in commercio, offrendo ai medici la possibilità di migliorare la qualità di vita dei loro pazienti.

Per quasi due decenni la società ha investito ingenti risorse per sviluppare e consolidare una tecnologia di rivestimento esclusiva e brevettata basata sul Titanio-Ossido Nitrico, uno sforzo che ha trovato il suo culmine nell’annuncio di oggi.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito: www.hexacath.com

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