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L’emoglobina produce ossido di azoto

Fonte rilevata da Molecularlab.it

La reazione rimasta ignota fino ad ora potrebbe permettere lo sviluppo di nuove terapie per le patologie cardiovascolari

Globuli rossi

Globuli rossi

In un articolo pubblicato sull’ultimo numero della rivista Nature Chemical Biology, a firma Daniel Kim-Shapiro e altri, viene descritta una reazione catalitica che porta l’emoglobina a convertire i sali di azoto in ossido d’azoto, dalle note proprietà vasodilatatrici.
La scoperta potrebbe avere notevoli implicazioni nel campo della terapia delle malattie cardiovascolari.
Prima di questa scoperta era ritenuto poco plausibile che l’emoglobina partecipasse alla formazione dell’ossido d’azoto perchè di norma non appena l’emoglobina viene in contatto con l’ossido d’azoto rilasciato dai vasi sanguigni lo “consuma”.
Kim-Saphiro spiega “Crediamo di aver risolto il paradosso di come l’emoglobina medi la conversione dei nitriti in ossido d’azoto in un modo che permetta a esso di non essere immediatamente distrutto all’interno degli stessi globuli rossi e di esplicare quindi la propria azione biologica. Utilizzando un’ampia varietà di tecniche biofisiche e attraverso un attento esame delle velocità di reazione dei diversi prodotti che si formano quando si fanno interagire emoglobina e nitriti siamo stati in grado di scoprire i meccanismi della reazione”.


Dal 2003 era noto che le cellule utilizzano i nitriti come riserva per la produzione di ossido d’azoto e recentemente si era scoperto che che la reazione fra nitriti ed emoglobina genera triossido di diazoto, che successivamente si trasforma in ossido d’azoto e diazoto, ma l’intermedio di reazione era sfuggito perfino alla EPR (spettroscopia di risonanza paramagnetica elettronica) rendendo la reazione finora “invisibile” a una osservazione diretta, è possibile eseguire una misurazione indiretta del processo.

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