Quattromila composti chimici nel…

Il database è accessibile…

Alzheimer: fibrille proteine tau…

Le malattie del cervello …

Una Farmacopea con meno burocraz…

L’Istituto Superiore di…

Memoria e capacità cognitive: il…

Secondo un nuovo studio i…

Tumori al rene: promettente la r…

Uno studio verifica la si…

Dolore: i medici potranno sentir…

L'arma segreta dei grandi…

ADUC: USA stanzia 4,5 mld per un…

NeoStem, con base nel New…

Colite ulcerosa: ingerire dei ve…

[caption id="attachment_1…

Biotecnologie dedicate al "sorri…

Secondo un vecchio detto,…

Leucemia linfoblastica acuta phi…

[caption id="attachment_7…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Diagnosi Prenatale: genitori alla ricerca del figlio oggetto o perfetto

fetus

Figlio oggetto e figlio perfetto. Ci sono madri e padri con l’ossessione della perfezione che scelgono l’aborto dopo aver scoperto che il loro bambino nascerà con una malformazione ad un arto, come la mancanza di una mano per esempio. E ci sono madri e padri che arrivano alla decisione di mettere al mondo un bambino con gravissime malformazioni che lo faranno vivere in sofferenza. Qui vige il motto “figlio a tutti i costi”.




Sono le realtà contrastanti che si vivono ogni giorno all’interno degli studi di medici ginecologi che si occupano di diagnosi prenatale. Realtà delle quali ha parlato il prof. Claudio Giorlandino, Presidente della Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale a margine del Convegno della SIDiP apertosi oggi a Roma per concludersi domani, 16 maggio, a Villa Spada.

“Il nostro compito è solo quello di informare sui risultati di una diagnosi prenatale – ha spiegato Giorlandino – senza in alcun modo interferire sulle decisioni della coppia che aspetta un figlio con una malformazione più o meno grave. Ciò che notiamo è una tendenza all’edonismo da parte di donne e uomini che si preoccupano più per loro che del bambino, sia decidano di tenerlo o di abortire”.

In Italia 1 donna su 3 in stato interessante decide di sottoporsi a test di diagnosi prenatale invasiva per verificare eventuali anomalie nel feto e fanno questa scelta sempre più donne giovani alla soglia dei 30 anni.

“La prima preoccupazione di molti genitori è verificare che il figlio non abbia la Sindrome di Down – ha affermato Giorlandino – Questo dimostra come ci sia poca conoscenza da parte delle persone su cosa significa fare diagnosi prenatale. Oggi la diagnosi prenatale grazie allo studio del DNA può indagare su migliaia di malattie genetiche e la Sindrome di Down non è certamente la più grave. Già da ora è routine cercare anche la fibrosi cistica, il ritardo mentale, le distrofie muscolari e la sordità congenita ereditaria. La recente introduzione dei microchip permette di esaminare un altro centinaio di patologie genetiche, per fortuna non frequenti, a bassi costi e con estrema rapidità”.

Ma come reagiscono i genitori quando viene loro comunicata una malformazione del feto? “Dipende dal sub strato culturale e soprattutto da scelte edonistiche, qualche volta egoistiche – ha detto il presidente della SIDiP – Ho visto padri e madri, magari con già dei figli, decidere di interrompere una gravidanza per malformazioni anche molto lievi”.

Quali sono le malformazioni più diffuse? Secondo Giorlandino “se parliamo di organi le malformazioni renali, cardiache e cerebrali sono le più diffuse. E le cause genetiche ed ambientali sono senz’altro le più importanti. Purtroppo oggi si segnalano molte malattie genetiche in bambini che hanno madri che bevono e fanno uso di droghe; tutto ciò provoca al feto danni irreparabili”.

“I primi settanta giorni dopo il concepimento sono particolarmente delicati in una gravidanza – ha aggiunto l’esperto – E’ proprio durante questo periodo che si possono determinare malformazioni. Nei mesi successivi, comunque, possono generarsi malattie che la diagnosi prenatale è in grado di identificare”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!