La discriminante del gruppo sang…

[caption id="attachment_9…

Tumori neuroendocrini: si parla …

Silenziosi nell'80% dei c…

Il vaccino quadrivalente anti - …

Un ciclo di vaccinazion…

Corsi di Make Up anti cancro: pe…

Il cancro della cervice u…

Tumori del sangue: tre geni deci…

TP53, RUNX1 e ASXL1 son…

Fecondazione assistita e inferti…

[caption id="attachment_1…

Stanchezza cronica: sempre meno …

[caption id="attachment_8…

Tumori: scoperta proteina che at…

[caption id="attachment_6…

Potenziare il Pap-test abbinando…

Potenziare il Pap-test co…

Occhi a rischio disidratazione: …

In estate a mettere a ris…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

HIV: anticorpo artificiale apre una nuova ipotesi di vaccino

Accumulation of recombinant adeno-associated virus (rAAV)

Accumulation of recombinant adeno-associated virus (rAAV)

Roma, 18 mag. (Adnkronos Salute) – Un nuovo passo avanti nella lotta all’Aids. Un gruppo di ricercatori del Children’s Hospital di Philadelphia ha messo a punto una tecnica che potrebbe aprire finalmente la strada a un vaccino contro la temibile malattia. Gli studiosi guidati da Philip Johnson hanno infatti creato un anticorpo artificiale che viene trasportato nell’organismo da un virus. E che, grazie a questo escamotage, sembra accendere la speranza degli addetti ai lavori, da sempre impegnati nella sfida-vaccino.

Questa molecola sintetica, simile agli anticorpi, spiegano i ricercatori sulla rivista Nature Medicine, è riuscita a proteggere le scimmie contro la versione dell’Hiv che colpisce i primati, definita Siv.
“Sei delle nove scimmie immunizzate – assicura infatti Johnson – sono risultate protette dall’infezione da Siv, e tutte e nove dall’Aids”. Il team statunitense ha ingegnerizzato un tassello del DNA per produrre anticorpi artificiali, sviluppandone tre differenti versioni. Il tratto di DNA hi-tech è stato dunque inoculato in un virus adeno-associato (Aav), un microrganismo che può infettare uomini e scimmie ma senza provocare grossi problemi ed è l’ideale per rilasciare gli anticorpi nelle cellule degli ospiti. A questo punto, l’Aav ‘arricchito’ è stato iniettato negli animali che un mese dopo sono stati infettati con il virus Siv.


Le scimmie così trattate hanno prodotto immunoadesine, proteine simili agli anticorpi e progettate per legarsi al Siv ed evitare che infettasse le cellule. Ebbene, questi anticorpi studiati in laboratorio hanno fatto da scudo, tant’è che ben sei animali sono risultati completamente protetti dall’infezione da Siv e tutte dall’Aids.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!