Vecchi filler: il 20% delle donn…

Occhio ai filler. Labbra …

Cannabis Terapeutica: efficace n…

La comunita' scientifica …

Infarto. Ticagrelor, il nuovo fa…

TICAGRELOR, IL NUOVO T…

"Scaccomatto al Dolore", Formaz…

Parte da Bologna il tour …

Saranno piccoli robot-spia a nav…

[caption id="attachment_8…

Leucemia mieloide cronica: stori…

dell'inviata Manuela …

Batteri che si difendono dalle p…

Molti batteri producono t…

Coenzima Q10 per contrastare l'i…

Gli antiossidanti, presen…

Melanoma: terapia di manteniment…

[caption id="attachment_7…

Cancro: allo studio un potenzial…

Scienziati hanno svelato …

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Sono i cibi grassi a stimolare l’ormone della fame: la grelina

La grelina e un diagramma

La grelina e un diagramma

Tutta colpa di patate fritte, formaggi cremosi e maionese. Ad ‘accendere’ l’ormone della fame, che ci spinge a rimpinzarci e quindi ad accumulare chili di troppo, non e’ il fatto di avere lo stomaco vuoto, ma piuttosto l’assaggio di cibi grassi. Secondo una ricerca condotta dall’Universita’ di Cincinnati (Usa), infatti, sembra che la grelina (meglio nota come ormone della fame), sia attivata proprio dai grassi presenti nel cibo che mangiamo. Un meccanismo che entra in gioco per ottimizzare il metabolismo dei nutrienti e favorire lo stoccaggio dei grassi corporei.
Lo studio, spiega il team di Matthias Tschop su ‘Nature Medicine’, punta il dito sul ruolo dell’enzima Goat nello stomaco, responsabile dell’attivazione della grelina.


Si tratta, secondo i ricercatori, di un possibile bersaglio per future terapie mirate a trattare le malattie metaboliche e l’obesita’. La grelina si accumula durante i periodi di digiuno e si trova nell’organismo in alte concentrazioni poco prima del pasto. Se somministrata in dosi farmacologiche, agisce nel cervello stimolando animali e uomini a mangiare. Ma i nuovi dati dei ricercatori americani suggeriscono che gli acidi grassi necessari per l’attivazione dell’ormone arrivano direttamente dai lipidi ingeriti nel menu’.
Per dimostrarlo i ricercatori hanno usato un modello di topolini geneticamente modificato, con il gene per l’enzima Goat spento. Cosi’ si e’ visto che questi animali, nonostante una dieta ricca di grassi, accumulavano peso meno degli esemplari normali. Il contrario accadeva negli animali in cui il gene era iper-espresso. Insomma, “piu’ Goat vuol dire accumulare piu’ peso” se si segue una dieta ipercalorica, conclude lo studioso.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!