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Tumore del rene: nuovo antiangiogenico riduce della metà il rischio di progressione della malattia

Una terapia a base di un nuovo antiangiogenico, il pazopanib, frutto della ricerca GlaxoSmithKline, ha ridotto del 54% sia il rischio di progressione della malattia sia di morte per tumore renale avanzato. E’ quanto ha dimostrato uno studio di fase III, presentato al congresso ASCO appena concluso a Orlando, e condotto in doppio cieco su 435 pazienti naive o trattati in precedenza con citochine.

I dati emersi dal trial dicono che i pazienti in cura con pazopanib hanno avuto 9,2 mesi di periodo libero da malattia rispetto ai 4,2 mesi del gruppo placebo. Periodo libero da malattia che aumentava fino a quasi un anno (11,2 mesi) se venivano presi in esame i malati naive, quelli cioè a cui non erano stati somministrati altri farmaci, e quasi raddoppiato comunque anche nei pazienti pretrattati con citochine: 7,4 mesi rispetto ai 4,2. Complessivamente il tasso di risposta nel braccio con pazopanib, per tutta la popolazione studiata, era del 30% con una durata di risposta di 59 settimane, oltre un anno.

“Lo studio mostra che pazopanib ritarda significativamente la progressione di malattia (PFS) nei pazienti che abbiano o meno ricevuto terapie precedenti – commenta la Prof.ssa. Cora N. Sternberg, del Dipartimento di Oncologia del San Camillo Forlanini di Roma – In più i pazienti non hanno avuto un peggioramento della loro qualità di vita nel confronto tra il farmaco e il placebo”.

All’inizio di quest’anno, GSK ha chiesto l’autorizzazione all’immissione in commercio di pazopanib sia all’FDA che all’EMEA per il trattamento del tumore renale in fase avanzata. La domanda è stata recentemente accettata dall’FDA. Attualmente pazopanib non è stato ancora approvato in alcun Paese per alcuna indicazione.

“Siamo molto contenti di vedere i progressi nello sviluppo di pazopanib per il tumore renale avanzato, ma questo rappresenta solo una delle neoplasie che necessitano di nuovi trattamenti. I nostri studi con pazopanib sono disegnati per trovare nuove strade sfruttando un meccanismo di azione collaudato in grado di combattere diversi gruppi di tumori”, ha sottolineato Paolo Paoletti, senior vice president GSK Oncology R&D Unit. Questo dimostra ancora di più i nostri sforzi per scoprire nuovi farmaci che portino ad un beneficio tangibile per i pazienti”.

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