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mercoledì, Dicembre 1, 2021

Stress ossidativo tra le cause delle pericolose alterazioni geniche

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Pathway stress ossidativo
Pathway stress ossidativo

Un team di scienziati americani delle università dell’Indiana, dell’Oregon, della Florida e del New Hampshire hanno condotto un articolato studio in cui sono state monitorate le mutazioni genetiche negli esseri umani avvenute nell’arco della storia di circa 5.000 anni.
È la prima volta che uno studio dimostra che il processo ossidativo a carico del Dna non solo lo danneggia, ma è una delle principali cause dell’invecchiamento, di cancro e altre importanti malattie.

L’analisi condotta dagli scienziati suggerisce anche che la selezione naturale che interessa le parti del genoma che non contengono geni – un presumibile “Dna spazzatura” – pare avere sempre più un ruolo importante nei processi vitali poco conosciuti.



Lo studio è stato condotto su dei vermi chiamati Caenorhabditis elegans, dei nematodi lunghi circa 1 mm, i quali presentano molte affinità con le forme di conservazione del Dna umano.
Di questi ascaridi sono state analizzate 250 generazioni ed è emerso che durante questo periodo si sono verificate 391 mutazioni; più di dieci volte il numero di mutazioni mai monitorate in studi simili.
Le mutazioni genetiche negli animali sono in realtà molto rare, tengono a precisare i ricercatori, e in genere non avvengono se non in presenza di una induzione.
La possibilità di analizzare così tante generazioni in poco tempo è dovuta al fatto che i nematodi raggiungono l’età riproduttiva in soli quattro giorni. In questo modo, attraverso le più avanzate tecnologie di sequenziamento del genoma, è possibile studiare i cambiamenti che avvengono attraverso centinaia di generazioni, precisa il dr. Dee Denver che ha coordinato lo studio.
Le mutazioni genetiche, secondo lo studio, avvengono a causa di un danno ossidativo alla Guanina, uno dei quattro nucleotidi di base che costituiscono il Dna e formano il codice genetico della vita. In più, queste mutazioni, sono una parte fondamentale del processo biologo della vita e la base dell’evoluzione.
Il problema, sottolinea Denver, è che la dipendenza dall’ossigeno degli esseri umani è in qualche modo legata ai problemi causati dai danni ossidativi. Sono infatti i radicali liberi dell’ossigeno che possono danneggiare le proteine, i grassi e il Dna perché il processo di utilizzo dell’ossigeno non è efficiente al 100%. «E questo processo peggiora con l’età, così i radicali liberi si accumulano e iniziano a causare le malattie. La ricerca ha dimostrato che la maggior parte di tutte le mutazioni del Dna reca la firma dello stress ossidativo» ha concluso il dr. Denver.
Lo studio è stato pubblicato sul “Proceedings of the National Academy of Science”.

La Stampa

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