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Nuova fibra: cura le ferite, rilascia medicamenti, si dissolve

L’invenzione che potrebbe rivoluzionare il modo di curare le ferite infette arriva da Israele ad opera di scienziati del Dipartimento di Ingegneria Biomedica dell’Università di Tel Aviv.

La fibra descritta dalla ricercatrice

La fibra descritta dalla ricercatrice

Il professor Meital Zilberman e colleghi hanno creato una nuova fibra in grado di accogliere medicamenti come gli antibiotici che poi rilascia in modo controllato sulla ferita e, una volta che non sia più necessaria, si scioglie.

In questo modo si ottengono maggiori e più veloci risultati nella cura di ferite infette, piaghe, ustioni e altre situazioni che richiedono un intervento immediato e continuato di antibiotici per evitare il diffondersi dei batteri nell’organismo e un’eventuale sepsi o infezione mortale.




In questo studio si è potuto dimostrare che in soli due giorni si è stati in grado di eliminare un’infezione causata da batteri.


«Le medicazioni devono mantenere un certo livello di umidità mentre fanno anche da scudo. Come la pelle, devono anche consentire ai liquidi della ferita di lasciare il tessuto infetto in una certa percentuale. E non deve essere troppo veloce o troppo lento. Se è troppo veloce, la ferita si secca e non guarisce correttamente. Se è troppo lento, si ha un rischio concreto di contaminazione maggiore» ha dichiarato il dr. Zilberman.
Questo nuovo tessuto, che non ha ancora ricevuto un nome ufficiale, è stato progettato per imitare la pelle e il modo naturale in cui protegge il corpo. E per mezzo di questo si possono somministrare dosi di antibiotici anche elevate che, al contrario, non si potrebbe fare se questi dovessero essere assunti per via orale.
Le prove di laboratorio e i test eseguiti hanno fino ad oggi mostrato l’effettiva efficacia di questo nuovo metodo nell’inibizione batterica che si propone come alternativa alla cura delle ferite infette che, per esempio, sono tra le principali cause di morte dei pazienti affetti da grandi ustioni a causa dell’invasione batterica che invade l’organismo attraverso le aree vulnerabili bruciate.


Source: lo studio è stato pubblicato sul “Journal of Biomedical Materials Research – Applied Biomaterials”.

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