Il batterio della salmonella per…

[caption id="attachme…

[F.O.F.I.]La contraffazione si f…

[caption id="attachment_6…

Senza un’informazione più comple…

Roma, 31 agosto 2015 – “I…

Sanità, incontinenza: giunta reg…

Cagliari, 24 gennaio 2014…

Malattie della pelle: dieta medi…

"Molte patologie cutanee …

HIV: scoperto come il virus "att…

Tra le numerose conseguen…

Quando le 'scariche adrenalinich…

[caption id="attachment_7…

TEVA ottiene l'approvazione per …

Trattamento per la leucem…

Ricerca evidenzia correlazioni t…

Circa il 10% di tutte le …

Sindrome Ring14: speranza nella …

Far tornare indietro le c…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Acidi grassi omega-3 per migliorare capacità sensoriali e funzioni sistema nervoso

Bassi livelli di acidi grassi omega-3 sono stati riscontrati in quasi tutti i pazienti affetti da disturbi comportamentali e del sistema nervoso.

Una volta si usava dire che mangiare pesce faceva bene alla memoria, per via del suo presunto contenuto in fosforo. Un mito, questo, che è stato più volte sfatato.

È stato infatti appurato che nonostante il pesce contenga del fosforo, lo si trova in quantità a volte maggiori anche in altri tipi di alimenti come, per esempio, la crusca di grano. Il fosforo poi non è così collegato alla memoria, ma in realtà fa bene a denti e ossa.
Infine non è da dimenticare che il possibile contenuto di mercurio lo rende, ahimè, un alimento potenzialmente dannoso. Il mercurio, infatti, è un metallo tossico.
Ma, nonostante il fosforo in realtà non aiuti la memoria e il mercurio avveleni, forse c’è ancora una speranza: riuscire a trovare del pesce non inquinato e fruire dei vantaggi per il sistema nervoso che pare offrano invece gli acidi grassi omega-3.


Che gli acidi grassi omega-3 svolgano un ruolo significativo nel migliorare le funzioni del sistema nervoso lo sostiene uno studio recentemente condotto dai ricercatori del Laboratorio di Membrana Biochimica e Biofisica di presso l’Istituto Nazionale sull’abuso di alcool e alcolismo di Bethesda nel Maryland (Usa).
Non il fosforo, quindi, per il cervello ma gli omega-3 e, nella fattispecie, l’acido docosaesaenoico (DHA) e l’acido eicosapentaenoico (EPA).
I ricercatori sono giunti alle loro conclusioni dopo aver constatato per prima cosa che nelle persone affette da schizofrenia, disturbi ossessivi-compulsivi e bipolari, iperattività e deficit di attenzione, morbo di Huntington e altre afflizioni del sistema nervoso si presentavano bassi livelli di acidi grassi omega-3.
Da questa constatazione hanno condotto uno studio su modello animale per valutare l’impatto di EPA e DHA sul sistema nervoso. Per il test sono stati utilizzati quattro gruppi di topi femmina incinta. A queste, e quindi anche alla prole, sono state fatte seguire quattro differenti diete, di cui tre diversi livelli di acidi grassi omega-3 e, per il gruppo di controllo, una dieta normale senza omega-3.
Una volta nati, i topolini sono stati sottoposti a un test standard per valutare la risposta del sistema nervoso, cioè esponendo i topi a un forte e improvviso rumore. Come normalmente avviene, la reazione è quella di tirarsi indietro in opposizione alla presunta sorgente del rumore. Tuttavia, se questo rumore è preceduto da un rumore più lieve e questo viene interpretato come un segnale che precede il rumore forte, allora la risposta è meno accentuata.

Nei topi nutriti con l’integrazione di omega-3 EPA e DHA, questo tipo di risposta, cioè lo scattare di fronte a un rumore improvviso, è maggiormente pacata e calma, dimostrando una migliore capacità adattiva del sistema nervoso nei confronti del sovraccarico sensoriale.

Source: lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Behavioural Neuroscience”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!