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Lupus eritematoso – Alcuni fattori epigenetici

Ambiente e differenze nello stile di vita possono lasciare un segno molecolare in geni chiave per la funzione immunitaria, contribuendo all’insorgenza differenziale della patologia in gemelli identici

Come influiscono i fattori epigenetici sullo sviluppo di una patologia come il lupus? A questa difficile domanda hanno cercato di dare risposta i ricercatori del Cold Spring Harbor Laboratory sulla base dell’analisi genetica del DNA di gemelli identici discordanti per la malattia (che cioè si è manifestata solo in uno dei due soggetti).

Com’è noto, infatti, i gemelli identici o monozigoti condividono il 100 per cento del genoma e pertanto le influenze genetiche sull’insorgenza di una malattia autoimmune devono giocoforza essere ascritte all’attivazione dei geni.

Le modificazioni epigenetiche – ovvero le trasformazioni cellulari che possono influenzare l’espressione dei geni – si sono dimostrate importanti per la determinazione del fenotipo e spesso anche per l’insorgenza delle patologie: a loro volta ese sono scatenate da fattori ambientali come la dieta o l’esposizione a sostanze chimiche.
Per quanto riguarda specificamente una malattia autoimmune come il lupus eritematoso sistemico (LES), alcuni recenti studi hanno evidenziato la presenza di modificazioni epigenetiche in diversi geni regolati in modo aberrante. Questa ricerca è la prima con un tale livello di approfondimento per una specifica modificazione epigenetica, la metilazione del DNA, nel contesto di una malattia autoimmune.
“Abbiamo trovato un significativo numero di variazioni nella metilazione del DNA in diversi geni, molti dei quali già coinvolti in passato nell’eziopatogenesi del LES.

Il nostro studio suggerisce che l’effetto dell’ambiente o le differenze nello stile di vita possano lasciare un segno molecolare in geni chiave per la funzione immunitaria che contribuisce all’insorgenza differenziale della patologia nei gemelli”, ha sottolineato Esteban Ballestar. “La maggior parte degli studi sulla metilazione del DNA e sulle patologie umane si è svolta nel contesto della ricerca oncologica. Con questo risultato speriamo di attrarre molti più ricercatori verso lo studio di questo processo, che potenzialmente consente di aprire nuove strategie terapeutiche anche per altre patologie.”

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