Impulsività e uso di droghe: sco…

Scoperto un collegamento …

Cellule staminali che diventano …

Uno studio pubblicato sul…

H5N1: identikit di un supervirus…

Pubblicato sulla rivista …

Sclerosi multipla: scatola elett…

E' stato pubblicato dalla…

Medici e pazienti uniti nel comb…

Dalla volontà di FIRE O…

Scienziati polacchi presentano i…

[caption id="attachment_1…

E' online il primo volume dell'A…

Milano, xx novembre 2012 …

Pistacchi efficaci contro iperte…

Un pugno di pistacchi all…

Obesità: terapia al testosterone…

La terapia di rimpiazzam…

L'equilibrio delicato della flor…

Un enzima utilizzato dall…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Cervello: funzionalita’ compromesse se si sottrae sonno. Il debito di sonno e’ fisiologicamente irrecuperabile

adenosina

Dormire meno del necessario, notte dopo notte, ci puo’ far accumulare un pericoloso debito cronico di sonno che e’ ancora piu’ insidioso di una notte trascorsa completamente in bianco perche’ difficile, se non impossibile, da recuperare, quindi le funzioni del nostro cervello non sono mai al top.Infatti uno studio condotto da Daniel Cohen del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston dimostra che se dormiamo poco (non piu’ di 6 ore a notte) per molti giorni di seguito, una dormita di 10 ore consecutive non bastera’ al recupero e non saremo mai al nostro meglio nello svolgere le attivita’ quotidiane.

Lo studio e’ importante perche mostra che gli effetti del debito cronico di sonno sono differenti e piu’ gravi di quelli della perdita di sonno acuta.

Secondo quanto riferito sulla rivista Science Translational Medicine, il debito cronico di sonno e’ molto piu’ insidioso per le performance cognitive perche’ il recupero e’ lento e difficile, sempre che sia possibile del tutto.Secondo quanto riferito da Cohen intervistato dall’ANSA (fonte dell’articolo), una spiegazione dell’insidia del deibto cronico di sonno potrebbe essere nel nostro cervello: qui una molecola, l’adenosina, entra in circolo quando dormiamo poco e se il sonno diventa cronico il segnale inviato dall’adenosina si fa ‘assordante’ per il cervello e difficilmente rientra.

Siamo tutti superefficienti, scattiamo tra un’attivita’ e l’altra, dal lavoro alla palestra all’aperitivo con gli amici; anche i bambini si dimenano tra mille attivita’ scolastiche ed e non, e tutto va a discapito del nostro rapporto con Morfeo cosicche’ tendiamo ad accumulare un debito cronico di sonno. Dormire e’ il momento in cui il cervello fa ordine tra tutte le informazioni inglobate durante il giorno appena trascorso catalogandole e scremando il superfluo. La perdita di sonno, inoltre, lede le nostre capacita’ mnemoniche e di apprendimento. Pero’ finora non era chiara la differenza tra gli effetti di una singola notte in bianco e il cronico dormire poco (che e’ poi l’abitudine che piu’ caratterizza l’odierna societa’ dell’efficienza).

L’esperto ha confrontato cosa succede restando svegli per 24 ore di seguito e invece dormendo una media di 5,6 ore a notte per tre settimane. E’ emerso che nel primo caso per la maggior parte delle persone basta una dormita di 10 ore per recuperare la notte in bianco, ma che questo non e’ sufficiente al recupero del debito cronico. Infatti gli individui in debito cronico diminuiscono le proprie performance cognitive ora dopo ora, con un crollo vertiginoso nelle ore serali.

”Una precedente ricerca – spiega Cohen – aveva dimostrato che stare svegli per 24 ore di seguito equivale a una dose di alcol nel sangue superiore a quella dei limiti di guida. Invece questo lavoro mostra che un debito cronico di sonno causa un deterioramento piu’ rapido delle performance per ogni ora che si resta svegli. Tant’e’ che il quadro di diminuzione delle performance di una notte di veglia si amplifica di 10 volte se nelle due settimane precedenti si e’ dormito per sole sei ore”.

”Dati su animali – rileva Cohen – mostrano che una sostanza chiamata adenosina si accumula nel cervello quando siamo svegli da troppo e promuove il sonno e che la caffeina blocca l’azione dell’adenosina. Nel debito cronico di sonno questa sostanza rimane elevata per troppo tempo nel cervello e cio’ provoca l’aumento del numero di recettori per captarla per cui il segnale dell’adenosina si iperattiva ed e’ difficile spegnerlo. Mentre nella perdita di una sola notte di sonno i recettori non aumentano e basta dormire per 10 ore per ridurre la concentrazione di adenosina, serve molto piu’ tempo per riportare al livello normale il numero dei recettori per cui serve molto piu’ tempo per smaltire un debito cronico di sonno”.

”Non sappiamo quanto tempo serva per recuperare un debito cronico – conclude – ma di certo non bastano dei giorni”.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!