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Alzheimer: studio su spugne marine determinante nella comprensione del male

una Styela

Potrebbe venire dai tunicati, una specie di spugna marina invertebrata, un passo decisivo nella comprensione dello sviluppo dell’Alzheimer e nei test di possibili farmaci. Secondo due ricercatori dell’Universita’ di San Diego questo invertebrato, che ha l’80 per cento del DNA simile a quello umano, e’ infatti un perfetto incubatore della malattia, e il suo utilizzo nei test potrebbe far superare le principali difficolta’ in questo senso, prima fra tutte l’estrema lentezza con cui la malattia si manifesta nei modelli animali.

Mike Virata e Bob Zeller, che hanno pubblicato lo studio su Disease Models & Mechanisms, sono partiti dall’osservazione che i tunicati, che sono considerati gli organismi invertebrati piu’ vicini all’uomo, hanno tutti i geni ‘necessari’ a far sviluppare l’Alzheimer. Una volta introdotta nei tunicati una proteina mutata che nell’uomo e’ alla base dello sviluppo delle placche all’origine di questa malattia, i ricercatori hanno effettivamente notato in solo un giorno lo sviluppo della malattia nel cervello degli invertebrati, connessa a problemi nel comportamento. Una volta trattati con un farmaco sperimentale anti-placche gli animali sono tornati normali. “E’ una novita’ fondamentale – hanno spiegato gli autori – perche’ tutti i modelli sviluppati in precedenza negli invertebrati non davano luogo alle placche, mentre nei vertebrati queste si formano in diversi mesi. Ora c’e’ uno strumento per testare i farmaci rapidamente”.
AGI  -Salute

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