Trichinosi: sequenziato il genom…

Il genoma del nematode pa…

Infezioni ossee: scoperto come c…

[caption id="attachme…

MIT mette a punto un cerotto che…

Niente più lacrime quando…

Vaccino quadrivalente anti-HPV: …

Alti tassi di copertura v…

Olaparib: nuovo farmaco anti-can…

[caption id="attachment_1…

Virus ricombinato: uno scienziat…

[caption id="attachment_6…

Sudore: una fibra tessile studia…

I ricercatori dell'Imem-C…

Il 'bilinguismo' dei neuroni dop…

I neuroni dopaminergici u…

Dalla Ginecologia dell’Ospedale …

Unità Operativa Complessa…

Nuovi studi sull'attivita' dell'…

[caption id="attachment_5…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

La risposta distruttiva della salmonella contro le cellule neoplastiche

Le salmonelle sono in grado di migrare all’interno dei tumori solidi e distruggerli. E’ il risultato di una ricerca realizzata dal Centro di ricerca Helmholtz per le infezioni a Brunswick, in Germania e pubblicata da Public Library of Science (PLoS) One. Lo studio, finanziato dai progetti europei Clinigene e Miditrain, ha evidenziato che i batteri sono capaci di attaccare e distruggere il tessuto maligno grazie ad una sostanza messaggero chiamata TNF-alpha (tumour necrosis factor alpha). L’aumentata permeabilita’ dei vasi sanguigni, dovuta alla malattia, permette al sangue di infiltrare il tessuto maligno, distruggendo il tumore. La TNF-alpha e’ prodotta dalle cellule immunitarie quando viene riconosciuta la salmonella.

Questo stimola l’attivazione di altre cellule immunitarie, aumenta la permeabilita’ dei vasi sanguigni e la TNF-alpha riesce a dirigersi verso il tessuto canceroso, perche’ i vasi sanguigni malati sono porosi e a volte sono vicoli ciechi.

Secondo Sara Bartels e Siegfried Weiss, curatori dello studio, sarebbe necessaria soltanto una piccola quantita’ di TNF-alpha per indebolire le pareti dei vasi sanguigni nel tumore e permettere al sangue di fluire nel tessuto malato. In passato altre ricerche avevano individuato dei batteri capaci di attaccare i tumori ma il loro utilizzo non era mai stato preso in considerazione per il timore che i pazienti sarebbero potuti morire a causa dell’infezione. ”Ora possiamo tentare di manipolare questi batteri – ha detto Bartles – per usarli nella terapia del cancro, evitando di causare infezioni mortali” anche se ”forse occorreranno anni prima che il metodo potra’ essere applicato sull’uomo”, ha aggiunto Weiss.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi