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Tumori prostatici: dimostrato legame con metaboliti estrogenici

L’alto livello di un metabolita estrogenico negli uomini può indicare un maggior rischio di sviluppare il cancro alla prostata, mentre alcuni metaboliti estrogenici considerati pericolosi per lo sviluppo del tumore al seno sarebbero protettivi per la neoplasia alla prostata. Questa è la conclusione a cui è giunto uno studio del Georgetown Lombardi Comprehensive Cancer Center (Washington, Usa) guidati da Ourania Kosti presentato nel corso del 101° American Association for Cancer Research Annual Meeting 2010. Un rapporto complesso e ancora non definito, quello tra estrogeni e prostata, alla cui comprensione i ricercatori americani hanno cercato di aggiungere un nuovo tassello.

Il metabolita è un prodotto del processo del metabolismo: dopo che determinate sostanze – in questo caso gli estrogeni – sono state assimilate dall’organismo, subiscono un processo di trasformazione chimica che le rende più facilmente assorbibili, e si tramutano in metaboliti.

Gli studiosi hanno misurato i livelli degli estrogeni e dei metaboliti estrogenici nelle urine di 77 uomini con carcinoma della prostata, di 77 soggetti sani e di 37 uomini sottoposti a biopsia ma risultati liberi da malattia. Dalla ricerca è emerso che il livello dei 15 estrogeni e dei metaboliti analizzati nelle urine degli uomini malati di cancro alla prostata erano molto simili ai livelli dei pazienti sani, con l’eccezione del metabolita 4-OHE1, risultato in quantità maggiore nei soggetti malati. “Lo scopo del nostro studio era quello di valutare l’uso dei metaboliti estrogenici come marker per il rischio di cancro alla prostata – spiega Kosti -. E uno di questi metaboliti sembra essere più abbondante tra gli uomini con diagnosi di cancro alla prostata”.

Kosti dice che la sua squadra ha anche osservato che alcuni metaboliti estrogenici considerati ‘nocivi’ per il tumore al seno (16-KE2 e 17-epiE3) vengono secreti in quantità elevate tra i soggetti sani e in minore quantità in quelli con cancro alla prostata: “Questo suggerisce che alcuni estrogeni possono avere un ruolo protettivo contro lo sviluppo del cancro alla prostata – spiega Kosti -. Ma è anche possibile che diversi tessuti rispondano agli estrogeni in modo differente. Pertanto, il ruolo potenziale di 16-KE2 e 17-epiE3 nella prevenzione del carcinoma alla prostata deve essere ulteriormente studiato”. (ASCA)

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