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Un inaspettato doppio controllo dell’espressione genica regola ulteriormente fattori di trascrizione

L’espressione genica è dotata di un secondo, inaspettato livello di controllo che funziona come una sorta di funzione di “pausa”.

Nei mammiferi esiste un secondo livello di controllo dell’espressione genica, finora insospettato, che funziona come una sorta di tasto di pausa. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori del Whitehead Institute e del Massachusetts Institute of Technology diretti da Richard Young, che danno un resoconto del loro studio in un articolo pubblicato su Cell.

Da decenni si sa che la trascrizione è controllata dal reclutamento di fattori che si legano al DNA e agiscono come una sorta di velcro molecolare per le polimerasi che copiano il DNA in mRNA.

Ora i ricercatori hanno mostrato che sono in gioco anche altri fattori che sono in grado di tenere “congelata” la polimerasi al suo posto, di fatto agendo come un pulsante di pausa, mentre ancora altri fattori di trascrizione possono intervenire per disattivare questa funzione.

Nel corso dello studio, ha raccontato Young, quando i ricercatori hanno individuato questo meccanismo, hanno pensato all’inizio che esso valesse solo per per alcune fasi dello sviluppo cellulare, ma in seguito hanno scoperto che le polimerasi erano in pausa in circa il 75 per cento dei promotori.

Secondo Young questo secondo livello di controllo offre alla cellula una maggiore flessibilità. In alcuni casi questo sistema di pausa sembra permettere una risposta rapida a particolari stimoli. Inoltre, osserva Young, la polimerasi a volte sembra lavorare in modo sorprendentemente “sciatto”, iniziando a trascrivere il codice in entrambe le direzioni: “il sistema di controllo ‘pausa’ può essere un mezzo per assicurarsi che la trascrizione continui solamente nella direzione corretta”.

Il gruppo di ricerca di Young ha anche mostrato che il gene c-Myc, coinvolto nello sviluppo tumorale di almeno il 15 per cento dei cancri dell’uomo, ha un ruolo di primo piano nel meccanismo di sblocco di questa funzione di pausa.

“Ora sappiamo che cosa fa e conosciamo la chinasi che lo arruola”, ha detto Young, osservando che si tratta di una scoperta importante dato che le chinasi sono spesso un buon obiettivo farmacologico.

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