trattamento del linfoma ALK-posi…

Università di Milano-Bico…

Cancro al seno: la notizia buona…

Il tumore del seno fa…

Sclerosi Multipla: in crescita i…

Nel mondo 2,3 milioni di …

Trigliceridi alti: predisposizio…

[caption id="attachment_8…

Dieta mediterranea: più di ogni …

Olio d'oliva e noci sono …

Antidepressivi in gravidanza: no…

Gli antidepressivi in gra…

Tumore ovarico: meno decessi con…

Lo svela uno studio itali…

Malattie respiratorie: gli antib…

La ricerca di un team int…

Cellule staminali per riparare l…

Approvato il primo farmac…

Il fruttosio e le contraddizioni…

Gli alimenti edulcorati c…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Avocado: elisir contro chili di troppo e malattie metaboliche

E’ un frutto indispensabile per chi vuole perdere peso e difendersi dalla malattie metaboliche.avocado Consumare l’avocado secondo lo studio del programma americano National Health and Nutrition Examination Survey, promosso dai Centers for disease controll and prevention (Cdc) e pubblicato sulla rivista ‘Nutrition Journal’, può migliorare la qualità della dieta e abbassare i livelli di alcuni fattori che influenzano negativamente il girovita. Consumare il frutto arricchisce l’organismo di una ricca gamma di proteine, grassi monoinsaturi e polinsaturi e di micronutrienti. E secondo i ricercatori “mangiare il frutto aiuta chi vuole perdere peso influenzando positivamente l’indice di massa corporeo (Imc) e può aiutare a mantenere bassi i livelli di colesterolo e ridurre il rischio di sindrome metabolica”.

La ricerca, condotta tra il 2001 e il 2008 su 17.567 americani con un’età maggiore di 19 anni, ha rivelato che i 347 adulti (50% donne), che hanno consumato l’avocado in ogni momento della giornata monitorato dalla ricerca, hanno fatto registrare significati livelli positivi degli indicatori di salute rispetto a chi non ha mangiato il frutto. Ovvero: il 36% in più di fibre alimentari, 23% di vitamina E, il 13% di magnesio, il 16% potassio e il 48% in più di vitamina K. Inoltre chi ha aggiunto l’avocado al regime alimentare ha avuto valori significativamente più bassi dell’Imc rispetto ai chi non l’ha consumato.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!