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Ultrabatteri: i ceppi resistenti a qualsiasi trattamento antibiotico


Invulnerabili a qualsiasi attacco. La marcia dei super-batteri, in grado di resistere a tutti gli antibiotici disponibili, sembra inarrestabile. E potrebbe presto fare più paura del riscaldamento globale e delle minacce terroristiche. È la convinzione dell’Istituto superiore di sanità britannico che ha deciso di iscrivere il pericolo nel Registro dei rischi nazionali, un elenco che include calamità naturali e attacchi terroristici. Troppi “microrganismi corazzati” e troppe poche le contromisure per fronteggiarli. ultrabacteria

Una bomba ad orologeria – Il rischio di uno “scenario apocalittico” è sempre più verosimile, ammette il responsabile dell’Istituto Dame Sally Davies: una “bomba a orologeria” pronta a scoppiare tra le mani dei governi se non investiranno nello sviluppo di nuovi antibiotici, afferma Davies. Negli anni Ottanta dai laboratori delle aziende farmaceutiche usciva un nuovo antibiotico ogni anno. Le nuove molecole che avranno il via libera nei prossimi anni si contano sulla punta delle dita, mente in giro per il Pianeta si fanno avanti microrganismi in grado di rendere fatali le conseguenze di un banale intervento chirurgico.
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Nuovi superbatteri – Un nome che fa paura è Ndm-1, un enzima identificato per la prima volta solo nel 2008 dagli scienziati dell’Università di Cardiff, in Galles. Nuovi batteri che dispongono di questa proteina nel proprio armamentario biologico diventano resistenti alla maggior parte degli antibiotici usati nelle terapie tradizionali, tanto da non temere l’uso di penicilline o cefamicine e persino dei carbapenemi, antibiotici da “ultima spiaggia” usati come terapia di emergenza quando altre cure risultano inutili. Negli ultimi 10 anni la percentuale di Enterobacteriaceae, famiglia di circa 70 microrganismi fra cui anche l’E. Coli, presente normalmente nel tratto intestinale dell’uomo, resistenti agli antibiotici è quadruplicata, passando dall’1,2% al 4,2%.

Anche la corsa di Mrsa sembra inarrestabile. Lo Stafiloccoco Aureus resistente alla meticillina è già una delle prime cause di infezione e mortalità dei pazienti ospedalizzati negli Stati Uniti, mentre in Italia la sua frequenza si è attestata al 37%, una delle più alte in Europa, come rivela la rete di sorveglianza Ears-Net, un database che monitora periodicamente l’avanzata dei super-batteri.

L’allarme “batteri da incubo” è da tempo al centro delle iniziative dell’Organizzazione mondiale della salute: l’uso eccessivo di antibiotici favorisce la farmacoresistenza, mentre diminuisce la ricerca in tutto il mondo di nuovi antibiotici. Ogni anno nell’Unione europea, dicono le cifre fornite dall’Oms, oltre 25.000 persone muoiono di infezioni batteriche resistenti, la maggior parte delle quali contratte in ospedale.

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