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Obesità: un circuito genetico sintetico per limitare il senso di appetito

Un circuito genetico sintetico – combinazione di geni che normalmente non ‘convivono’ – riesce a regolare la produzione di un peptide che sopprime l’appetito in risposta ai livelli di lipidi del sangue.   Il progetto e’ di Martin Fussenegger dell’ETH di Zurigo ed e’ stato descritto su ‘Nature Communications’. Il meccanismo potrebbe, in linea di principio, consentire la produzione su misura di peptidi-farmaci per il trattamento delle malattie metaboliche, come il diabete e l’obesita’, in cui i livelli di lipidi nel sangue sono spesso elevati.
Il team ha concentrato i suoi sforzi in particolare sul recettore nucleare PPARalpha che, prodotto naturalmente in molte cellule del corpo e attivato dagli acidi grassi, induce l’espressione dei geni metabolici, e sul peptide pramlintide, farmaco che sopprime l’appetito utilizzato per il trattamento del diabete. Il circuito genetico sintetico accoppia l’attivazione del PPARalpha con la trascrizione del gene che codifica il peptide. I recettori sensibili ai lipidi sintetici risultanti organizzano dinamicamente e in maniera reversibile l’espressione del pramlintide sulla base dei livelli di acidi grassi nell’ambiente, creando un sistema che aumenta la produzione del soppressore dell’appetito se i livelli di lipidi nel sangue crescono, per esempio a causa del consumo di cibi calorici. Impiantato nella pancia dei topi alimentati con diete ad alte percentuali di grassi, il recettore sintetico ha ridotto l’appetito, il peso e i livelli di lipidi nel sangue degli animali

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