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Cellule staminali: spunta un naso sulla spina dorsale di una paziente che riceve trattamento

E’ spuntato un pezzetto di naso sulla spina dorsale di una donna americana che otto anni prima ha ricevuto un trattamento a base di staminali nel tentativo di curare una paralisi.

Sulla spina dorsale della donna, come riporta il New Scientist, era stato impiantato del tessuto proveniente dal naso da un team di medici dell’Ospedale di Egas Moniz di Lisbona, in Portogallo. I medici speravano che le cellule si sviluppassero in cellule neurali con lo scopo di riparare i danni ai nervi della colonna vertebrale della donna.
Ma il trattamento non e’ riuscito. Lo scorso anno, precisamente otto anni dopo l’impianto di cellule staminali, la donna ha iniziato a provare dolore nella zona trattata. In questo modo, i medici hanno scoperto che sulla spina dorsale stava crescendo qualcosa lunga 3 centimetri. Si trattava di tessuto principalmente nasale che dopo ha prodotto anche pezzi di ramificazioni ossee e nervose non collegate ai nervi spinali.mesenchymal-stem-cells
Questa “escrescenza”, come ha precisato il neurochirurgo Brian Dlouhy della University of Iowa, era benigna, ma aveva iniziato a sercernere materiale simile al muco che portava dolori alla paziente per via della sua posizione sulla colonna vertebrale.

Tuttavia, alcuni scienziati ci tengono a precisare che si tratta di un caso isolato. Jean Peduzzi-Nelson, ricercatore esperto in cellule staminali presso la Wayne State University di Detroit, Michigan, che aveva consigliato la procedura ai medici dopo averla testata con successo nei topi, ha detto che la maggior parte dei pazienti che hanno ricevuto il trattamento a base di staminali del tessuto nasale hanno riscontrato miglioramenti, con la giusta riabilitazione.

“Sono rattristato – ha detto – di apprendere questo evento avverso. Tuttavia, l’incidenza di questo problema e’ meno dell’un per cento. Molti pazienti che hanno ricevuto questo trattamento sono poi notevolmente migliorati”. Nel 2010, i ricercatori di Lisbona hanno pubblicato i risultati della sperimentazione di questa metodologia su 20 persone paralizzate. Di questi, 11 hanno riscontrato una certa ripresa del movimento o della sensazione; la paralisi di una persona e’ invece peggiorata per colpa di una meningite e gli altri 4 hanno sperimentato piccoli eventi avversi.

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