Rush finale per la 2a edizione d…

Scade il prossimo 31 ot…

Vasi sanguigni funzionali da cel…

Le cellule staminali pl…

A OLBIA L’OPEN DAY “LA SALUTE DE…

Il 26 novembre screening …

Un algoritmo permettera' ad un P…

[caption id="attachment_5…

Tumore alla prostata: presto il …

Prossimi gli esiti dei pr…

Il gene TERC causa dell'invecchi…

[caption id="attachment_5…

Tumore al cervello: scoperta la …

[caption id="attachment_1…

Akitalab, un progetto indipenden…

[DAL SITO] 1° Ricerca Ita…

Alzheimer: scoperto un anticorpo…

Un nuovo studio pubblicat…

La possibilita' di un vaccino an…

[caption id="attachment_8…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Se ingrassare è una questione di stress

Ricercatori della Boston University School of Medicine scoprono come lo stress possa condurre all’obesità più che il semplice mangiare troppo o troppo male.

Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Biological Chemistry ha rivelato che lo stress può interrompere il processo di sviluppo del tessuto grasso. Un processo fondamentale nell’economia dell’organismo al fine di controllare le cellule di grasso che circolano nel corpo. Lo stress, infatti, pare disturbare il processo di sviluppo del tessuto adiposo che, a sua volta, potrebbe avere un impatto negativo sui processi che dipendono dalla corretta omeostasi delle cellule di grasso.

La dieta ha di certo il suo ruolo di primo piano nel controllo del grasso corporeo, tuttavia le cose potrebbero essere più complicate di quanto possa apparire, quando si tratta di sovrappeso o obesità. Un nuovo studio, condotto dalla dott.ssa Katya Ravid e colleghi della Boston University School of Medicine, ha mostrato che l’adenosina – un metabolita rilasciato quando il corpo è sotto stress o durante una risposta infiammatoria – ha il potere di interrompere il processo di adipogenesi, quando le cellule staminali adipose si differenziano in cellule adipose adulte.

I risultati dello studio indicano così che la risposta del corpo allo stress può potenzialmente fermare la produzione dello sviluppo delle cellule di grasso. Questo processo potrebbe fare più male che bene, specie quando vi siano condizioni di obesità e/o alti livelli di grassi nel sangue.

Secondo i ricercatori, questo processo è interrotto a causa di una segnalazione, recentemente identificata, da parte di un recettore per l’adenosina: il recettore adenosina A2b (A2bAR) verso un fattore di cellula staminale noto come KLF4. Questo regola il mantenimento delle cellule staminali. Quando A2bAR è espresso, il livello KLF4 aumenta, con conseguente inibizione della differenziazione delle cellule staminali adipose, fanno notare i ricercatori. In base a quanto emerso dallo studio, la correlazione tra questi due fattori porta a un’interruzione dello sviluppo delle cellule di grasso; il che potrebbe causare problemi con il deposito dei grassi all’interno delle cellule ed entrare nel flusso sanguigno.

Tutto questo potrebbe apparire come un controsenso, sottolinea la dott.ssa Ravid, tuttavia il corpo ha bisogno del tessuto adiposo al fine di funzionare correttamente, e alcuni processi biochimici cellulari sono altresì necessari perché questo avvenga.
Attenzione dunque allo stress, oltre che alla dieta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: