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Tumori del colon, nuove strategie chirurgiche, e rischi di mortalità che si riducono

Laparoscopia, robotica, chirurgia mininvasiva che riduce i tagli al minimo indispensabil e che ha ridotto il numero delle complicanze legate all’intervento stesso e all’accesso chirurgico di almeno un terzo. Mentre diminuisce la mortalita’, anche nei pazienti anziani e fragili.


Se n’e’ discusso durante il Congresso Nazionale ”Nuovi trend in chirurgia colo-rettale”, presso il Policlinico Tor Vergata di Roma, organizzato da Achille L. Gaspari, con partecipanti stranieri leader in USA e UK ed italiani da tutta Italia. ”In Italia l’oncologia e’ promettente e limitata allo stesso tempo – ha spiegato Gaspari, Ordinario all’Universita’ di Tor Vergata di Roma, nonche’ Presidente Societa’ Italiana di Chirurgia Oncologica – .cancro_colonDa un punto di vista culturale e tecnico, infatti, siamo nelle condizioni di confrontarci con le nazioni piu’ avanzate al mondo. Per quanto riguarda gli aspetti organizzativi, invece, tutto e’ lasciato alla volonta’ delle singole regioni di creare reti oncologiche e di stabilirne criteri. Noi riteniamo che lo Stato e il Ministero della Salute debbano garantire, tramite direttive, uniformita’ e disciplina per tutti i centri di eccellenza.

Non deve essere il cittadino ad impazzire nella ricerca di informazioni e soluzioni, ma spetta allo Stato creare un sistema di prevenzione e informazione corretta, tale da garantire una soluzione definitiva e senza controindicazioni”. Il cancro al colon ha un’incidenza importante, soprattutto per adulti e anziani, ma consente la possibilita’ di una diagnosi precoce e di prevenzione.

Individuata la presenza di polipi nel colon, basta un semplice intervento endoscopico per toglierli, impedendo cosi’ la trasformazione in cancro. Questa prontezza d’intervento garantisce una spesa, sia dello Stato che del singolo cittadino, di gran lunga inferiore rispetto a quella da sostenere se lo stato della malattia diventasse conclamato. Ma come sempre le risorse si rivelano un problema, spesso insormontabile: ”Tor Vergata e’ come una Ferrari: tecnologicamente perfetta, ma manca la benzina – sottolinea . Giuseppe Petrella, Presidente Societa’ Euro Asiatica di Chirurgia Oncologica e ordinario di Chirurgia generale al Policlinico Universitario Tor Vergata – In questa struttura ci sono quattro sale operatorie, costate decine di milioni di euro, chiuse per mancanza di personale. Una situazione che non e’ esclusiva del nostro ospedale, ma uguale a tutto il resto d’Italia. D’altra parte abbiamo un capitale di giovani per la cui preparazione e’ stato investito tempo e denaro, rimasto fermo ai box, perche’ non ci sono sale per operare.

Abbiamo una carenza assoluta di posti letto: se in altre citta’ ci sono circa 5,4 posti letto per mille abitanti, a Tor Vergata, che ha un bacino di utenza di circa 900mila persone, ne abbiamo soltanto 1,4”. Secondo gli ultimi dati, 40-50 su 100mila sviluppano il cancro al retto o al colon, per un totale di 50mila malati in Italia. La maggioranza dei pazienti, circa il 50% arriva da noi in uno stadio intermedio, solo pochi sono coloro che se ne accorgono prima. Oggi grazie ad un intenso programma di screening e diagnosi precoce circa solo un terzo del pazienti arriva in uno stadio ben piu’ grave. Nel resto del mondo il carcinoma colorettale rappresenta una delle principali cause di morbosita’ e mortalita’ per neoplasia: si riscontrano quasi un 1 milione di nuovi casi l’anno nel mondo.

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