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Allergie e acaro della polvere: 50 anni dalla scoperta, 50% di addebito al parassita

Acaro della polvere

Acaro della polvere

(Messaggero.it) ROMA  – 15 maggio – E’ responsabile del 50 per cento delle allergie respiratorie e proprio 50 anni fa l’acaro della polvere venne scoperto e messo in relazione alla polvere e alle malattie. I sintomi di allergia respiratoria causati dall’acaro sono stati oggetto di interesse scientifico fin dagli anni 1925/1930. Il ricercatore Storm van Leeween, dell’Università di Leiden, suppose che l’acaro fosse coinvolto nell’origine dell’allora misterioso “allergene della polvere della casa”. Egli tuttavia non riuscì a dimostrare una stretta relazione tra acaro e la proprietà allergenica della polvere di casa. Alla sua morte le sue osservazioni furono riprese dall’allergologo e microbiologo Prof. R. Woorhost della Clinica Universitaria di Leiden, Il quale si dedicò in particolare agli studi delle possibili fonti, come i funghi, i peli di animali, gli acari, dell’allergia della polvere di casa.

A partire dal 1962, il Prof. Woorhost iniziò a collaborare con una studentessa, dell’Università di Leiden, di zoologia e botanica, Marine Spieksma Bozeman, identificando direttamente nella polvere di casa una specie di acaro fino ad allora sconosciuta, che venne classificata come Dermatophagoides.
Marine Bozeman, proseguendo nelle sue ricerche, stabilì un rapporto tra la reattività cutanea provocata da campioni di polvere di casa e il numero di acari presenti. I suoi studi vennero proseguiti dal marito Frits Spieksma, laureatosi, con molto successo, all’Università di Leiden nel 1967, presentando la dimostrazione che 10 specie di acaro, in precedenza sconosciute, erano in verità la causa delle allergie da polvere da casa.


La scoperta della correlazione tra l’acaro della polvere e la proprietà allergenica della polvere è stata dunque frutto di sinergie e intuizioni dei ricercatori e scienziati dell’Università di Leiden.
Al Congresso Europeo di Allergologia e Immunologia Clinica di Berlino, nel 1968, la presentazione dell’individuazione della specie Dermatophagoides come principale fonte allergenica della polvere di casa, generò momenti alta commozione ed ebbe risonanza mondiale.

Da allora il numero di pubblicazioni sulla allergia da acaro della polvere è cresciuto esponenzialmente; la specie Dermatophagoides incomincia ad acquisire la dovuta popolarità e attenzione anche al di fuori dall’ambiente medico. Da allora, il nemico invisibile della nostra salute, responsabile del 50% delle patologie allergiche dell’apparato respiratorio non è più imbattibile.


Gli acari producono allergeni considerati perenni perché sono pressoché presenti tutto l’anno, determinando quindi sintomi respiratori perenni o comunque aperiodici. Gli acari sono minuscoli animaletti, invisibili ad occhio nudo, sono artropodi, suddivisi nel genere Acari maggiori e Acari minori. Caratteristicamente, gli allergeni degli acari sono rappresentati soprattutto da particelle fecali, in particolare di quelli neonati. Tali allergeni, inoltre, possono determinare oltre a sintomi respiratori anche sintomi cutanei, quali l’eczema.

Nelle nostre abitazioni o negli uffici, di solito veniamo a contatto con il genere degli Acari maggiori: Dermatophagoides pteronyssinus e Dermatophagoides farinae. Tali acari, che si cibano essenzialmente di forfora umana, animale, di residui alimentari e di muffe, hanno come habitat naturale la polvere domestica ed in particolare i letti (materassi e cuscini), i divani, i tappeti, le tappezzerie in stoffa, etc.. per il loro sviluppo ottimale necessitano di temperature moderate ( comprese tra i 15° e i 30° C) e di ambienti relativamente umidi , motivo per cui caratteristicamente non si riscontrano al di sopra dei 1500 mt, mentre nel periodo primaverile ed autunnale raggiungono il loro massimo sviluppo.

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