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Tumori: altra scoperta su come vivono cellule ‘malate’.

Il biologo Joan Brugge della Harvard Medical School americana ha identificato un nuovo meccanismo che aiuta l’organismo a eliminare le cellule precancerose. I risultati dei suoi studi su coltura cellulare appaiono sulla rivista ‘Nature’.

Alle cellule non piace stare da sole, spiegano gli esperti. Nei primi stadi di formazione di un tumore una cellula può essere spinta fuori dal suo ambiente a causa dell’eccessiva crescita. Ma risponde normalmente a questo stato di ‘senzatetto’ distruggendo il suo nucleo, ‘impacchettando’ il suo Dna e offrendosi alle cellule immunitarie per essere fagocitata. In pratica, si suicida. Questo fenomeno, noto come apoptosi, blocca le cellule potenzialmente neoplastiche prima che abbiano la possibilità di proliferare. L’esperto Usa, però, è riuscito ora a dimostrare che esiste un altro processo che aiuta a uccidere queste cellule senzatetto e potenzialmente cancerose.

Studiando due tipi diversi di cellule epiteliali del seno, il ricercatore ha evidenziato che, quando vengono separate dal loro ambiente naturale, queste cellule perdono la loro capacità di raccogliere energia e così muoiono. “Originariamente pensavamo che, per sopravvivere al di fuori del loro ambiente, le cellule dovessero semplicemente evitare l’apoptosi – sottolinea Brugge – ma i nostri studi indicano che questa attività non è sufficiente a prevenire la loro morte. Anche se evitano l’apoptosi, infatti, queste cellule non possono trasportare abbastanza glucosio da assicurarsi la sufficiente energia per sopravvivere”.

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