Una pompa a fisarmonica per la c…

[caption id="attachment_…

Tumori: progetto europeo PREDECT…

Superare il gap tra speri…

Giornata Epilessia: la SIN ribad…

Roma, 30 aprile 2015 – Nu…

Nuovo farmaco contro il melanoma…

Nuove speranze per chi ha…

Carcinoma polmonare non a piccol…

[caption id="attachment_6…

Parkinson: studio ufficializza e…

Un pacemaker che non stim…

Zucchero 'cattivo' avvelena il c…

Una sostanza che deriva d…

Il premio Nobel James Watson: "N…

Nel suo studio lo scienzi…

Raggi X: nanotubi per amplificar…

[caption id="attachme…

Cancro alla prostata: l'anticorp…

[caption id="attachme…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Studi sui pericoli del sangue vecchio in trasfusione

globuli rossi

globuli rossi

Pazienti con gravi lesioni che richiedono la trasfusione di ingenti quantitativi di sangue hanno un rischio di morte doppio se il sangue era stato conservato per un mese o più I pazienti colpiti da gravi lesioni e che necessitano della trasfusione di ingenti quantitativi di sangue hanno un rischio di morte doppio se il sangue loro trasfuso era stato conservato per un mese o più. E’ questo il risultato di uno studio condotto da Philip Spinella e Christopher Carroll del Connecticut Children’s Medical Center, ad Hartford, e pubblicato sulla rivista “Critical Care“.

Lo studio – condotto presso lo Hartford Hospital su 202 pazienti gravemente traumatizzati che hanno avuto bisogno di cinque o più unità di sangue e che sono stato seguiti per controllare il follow up a sei mesi dall’evento – ha rivelato in particolare che l’uso di unità di sangue conservate per oltre 28 giorni raddoppia l’incidenza di trombosi venosa profonda con conseguente infarto d’organo multiplo.

Anche se da tempo molti specialisti nutrivano il sospetto che le sacche di sangue vecchio provocassero complicazioni, questo è il primo studio che fornisce dati in grado di confermare in modo scientifico questa conclusione. Lo studio differisce da quelli precedenti in materia poiché le quantità di unità di sangue trasfuse nei gruppi che avevano fruito di sacche conservate per un tempo minore e maggiore erano uguali. Una circostanza di difficile realizzazione che però ha permesso di eliminare la maggiore fonte di dubbio sulla validità di questa correlazione.

Secondo Spinella, “la somministrazione preferenziale di sangue più recente a pazienti in condizioni critiche rischia peraltro di aumentare quello che va scartato per superati limiti di scadenza. Dato che il sangue è spesso una risorsa scarsa è necessario sviluppare metodiche per minimizzare gli sprechi e al contempo fornire il prodotto ematico più efficace e sicuro per un certo paziente”

“Questa importante scoperta – concludono i ricercatori – dovrebbe incoraggiare la ricerca sugli effetti del sangue meno recente sulla coagulazione nei pazienti critici. Considerata la diffusione dell’uso di trasfusioni multiple nella terapia dei pazienti gravemente infortunati, questo studio potrebbe ridurre i decessi negli ospedali di tutto il mondo.”

Le Scienze – l’Espresso

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi