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Uno spazzolino biotech rileva dal cavo orale la natura delle microlesioni

Solo un lieve tocco con uno spazzolino sulla lingua o all’interno delle guance. Tanto basterebbe, secondo un team di ricercatori americani, per un’efficace e precoce diagnosi dei tumori che si formano all’interno del cavo orale: circa seimila nuovi casi ogni anno in Italia e un tasso di mortalità elevato, proprio a causa del ritardo con cui la malattia viene generalmente scoperta.

LA NOVITÀ – Sulla rivista Cancer Prevention Research gli studiosi di alcune università degli Stati Uniti (Rice University, University of Texas Health Science Centers di Houston e San Antonio, M.D. Anderson Cancer Center) hanno annunciato di aver sviluppato un nano-biochip capace di individuare lesioni maligne e pre-maligne con la stessa accuratezza dei test tradizionali. «Ma in modo molto meno invasivo di una biopsia» precisa John McDevitt che, con alcuni collaboratori della Rice University, sta ora lavorando alla creazione di un chip ancora più “evoluto”, in grado di distinguere fra lesioni pre-maligne e altre forme che invece non evolveranno mai in un tumore. Questa nuova tecnica mininvasiva consentirebbe di avere un responso direttamente in laboratorio e in soli 15 minuti, senza alcun dolore per i pazienti, perché si basa sull’analisi di tessuti prelevati con uno strumento simile allo spazzolino da denti che viene sfregato sulle abrasioni sospette. «I pazienti con segni sospetti solitamente finiscono per fare una biopsia ogni sei mesi» dice McDevitt, mentre questo nuovo strumento analizzerebbe in modo definitivo i tessuti della bocca confrontandoli con i marcatori tumorali. Testato con successo su un piccolo gruppo di 52 persone con visibili lesioni all’interno della bocca, leucoplachia o eritroplachia (placche bianche e macchie rosse tipiche della mucosa orale), il nano-biochip si è dimostrato efficace e verrà ora sperimentato su un più ampio numero di pazienti.

UNA LOTTA CONTRO IL TEMPO – Basta una visita mirata di pochi minuti dal dentista per diagnosticare i tumori del cavo orale precocemente, eppure vengono solitamente scoperti quando la malattia è già avanzata e le possibilità di cura compromesse. In Italia, il tasso di mortalità a cinque anni per i tumori del cavo orale è di oltre il 70 per cento e chi riesce a sopravvivere spesso deve sottoporsi a interventi estremamente invasivi. Ma se la neoplasia viene individuata nelle fasi iniziali la sopravvivenza è dell’80 per cento e si può intervenire chirurgicamente in modo meno invasivo. Nel caso di lesioni sospette della mucosa orale, infatti, bisogna subito rivolgersi a uno specialista nei centri di riferimento per indagini più approfondite. Sempre in chiave preventiva, nemici certi da evitare sono il fumo e l’abuso di bevande alcoliche e superalcoliche. In particolare l’assunzione di entrambi espone a un rischio di ammalarsi oltre 20 volte superiore rispetto a quello di un non fumatore-bevitore. Ulteriori fattori che contribuiscono all’instaurarsi di lesioni precancerose o cancerose sono la cattiva igiene orale e i microtraumi da carie o protesi dentarie.

Vera Martinella
(Fondazione Veronesi)

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