Stress ossidativo tra le cause d…

[caption id="attachme…

Collegamento tra metastasi tumor…

Un team di ricerca compos…

Allo studio il colesterolo ultra…

Anziani e diabetici fate …

Prende il via il progetto di ric…

Prende il via il Progetto…

I dati AIFA sulla spesa conferma…

Roma, 14 luglio 2014 - “L…

Parkinson: scoperta nuova mutazi…

Un passo in avanti verso …

Eccessiva cottura della carne: s…

La carne grigliata o frit…

Ossido nitrico: non è solo l'age…

Svelata completamente la …

Dopamina: neurotrasmettitore tra…

Pigri e svogliati o lavor…

Dal rene portatile a staminali s…

[caption id="attachment_1…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Midollo osseo produce cellule che regolano l’appetito

Il motivo per cui si mangia troppo potrebbe avere radici nel sangue.midollo_osseo Gli scienziati del Baylor College of Medicine hanno scoperto che le cellule del midollo osseo che producono un fattore eutrofico derivato dal cervello (Bdnf), che e’ legato alla regolazione del consumo di cibo, viaggiano verso un’area nell’ipotalamo dove ‘mettono a punto’ l’appetito. La ricerca e’ stata pubblicata sulla rivista Nature Communications. “Sapevamo che queste cellule del sangue producono Bdnf”, ha spiegato Lawrence Chan, fra gli autori dello studio. Il fattore e’ prodotto nel cervello e nelle cellule nervose.


“Non sapevamo perche’ era prodotto nelle cellule del sangue”, ha continuato Chan. Gli scienziati hanno scoperto che nel nucleo paraventricolare dell’ippotalamo c’erano delle cellule che producono il Bdnf. “Sapevamo che nello sviluppo embrionale alcune cellule del sangue vanno al cervello e diventano cellule microgliali. Ma questa e’ la prima volta che abbiamo visto che questo succede anche negli adulti. Le cellule del sangue migrano in una parte del cervello e subiscono cambiamenti fisici fino a diventare come delle cellule microgliali”, ha spiegato Chan. I ricercatori hanno scoperto che, iniettando cellule del midollo osseo che producono Bdnf nel cervello di topi che non avevano questo fattore, non sentivano piu’ l’urgenza di mangiare troppo. Questi risultati potrebbero portare a sviluppare nuove strategie anti-obesita’. .

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi