Epilessia: trattamento precoce p…

Il trattamento precoce c…

Atrofia muscolare spinale: ident…

Identificato un biomarca…

Vita sessuale: nell'uomo il dolo…

Un gruppo di scienziati d…

AIDS e HIV: nuovo test messo a p…

I virologi statunitensi…

Parkinson attivato 'in vitro' pe…

[caption id="attachment_1…

Tumori e fumo: ennesimo studio a…

- ''Due recenti articoli …

Distrofia muscolare: molecole ch…

Un gruppo di scienziati d…

Ritorna l'influenza, e la soluzi…

La Professoressa Susanna …

Ustekinumab: nuovi risultati di …

I benefici di ustekinumab…

Glioblastoma: probabile causa ce…

Il glioblastoma multiform…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Carboidrati: controllare l’indice glicemico, perché se alto crea dipendenza


Ridurre il consumo di pane bianco e patate può aiutare a controllare la fame
I cibi ad alto indice glicemico possono attivare le stesse aree cerebrali coinvolte nella dipendenza dalle sostanze d’abuso. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition da un gruppo di ricercatori del Boston Children’s Hospital guidati da David Ludwig, esperto del New Balance Foundation Obesity Prevention Center (Boston, Stati Uniti), secondo cui limitare il consumo di questo tipo di alimenti potrebbe aiutare le persone obese ad evitare le abbuffate.

L’indice glicemico è un parametro che misura la velocità alla quale aumenta la concentrazione di glucosio nel sangue dopo aver assunto dei carboidrati. I risultati di Ludwig e collaboratori, ottenuti misurando la glicemia, l’appetito e l’attività cerebrale di 12 uomini obesi o in sovrappeso di età compresa tra i 18 e i 35 anni, indicano che il consumo di carboidrati altamente processati, caratterizzati da un elevato indice glicemico, è associato a una fame eccessiva e attiva la regione del cervello coinvolta nei meccanismi di ricompensa e nella ricerca di cibo. “Questa zona del cervello è anche associata all’abuso e alla dipendenza da sostanze – spiega Ludwig – fatto che fa chiedere se alcuni cibi possano creare dipendenza”.

Monitorando tramite risonanza magnetica l’attività cerebrale dei partecipanti nelle 4 ore successive dopo il pasto – un periodo fondamentale per determinare l’appetito al pasto successivo – gli scienziati hanno scoperto che i cibi ad alto indice glicemico causano un iniziale aumento nei livelli di zuccheri, seguito da una rapida diminuzione nelle ore successive. Questa riduzione della glicemia è risultata essere associata ad un appetito eccessivo e ad un’attivazione intensa del nucleus accumbens, area cerebrale che partecipa ai fenomeni di dipendenza. Tale fenomeno non dipende dalle calorie presenti nel cibo, ma solo dal suo indice glicemico.

Secondo Ludwig “questi risultati suggeriscono che limitare i carboidrati ad alto indice glicemico, come il pane bianco e le patate, potrebbe aiutare le persone obese a ridurre la ricerca di cibo e a controllare il bisogno di mangiare troppo”.

Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami

Archivi