Osservata 'in vivo' l'interazion…

[caption id="attachment_6…

Spina bifida: ricercatori italia…

I neochirurghi dell' Isti…

Chirurgia plastica: spiana gli a…

La chirurgia plastica…

Uno spazzolino biotech rileva da…

[caption id="attachment_7…

Un fattore di rigerazione del mu…

[caption id="attachme…

Cellule staminali: spunta un nas…

E' spuntato un pezzetto d…

AIRC, Università di Pavia: da 'v…

Vecchi antibiotici ritorn…

Da staminali della pelle al sang…

[caption id="attachment_9…

I social network migliorano la s…

Avere interazioni regolar…

Una risata fa buon sangue, ma ma…

Il riso fa buon sangue, m…

«
»
TwitterFacebookPinterestGoogle+

Alzheimer: Trasporto degli anticorpi oltre la barriera encefalica in pieno stile shuttle

Identificato un nuovo metodo per trasportare efficientemente gli anticorpi attraverso la barriera emato-encefalica che potrebbe in futuro essere utilizzato per trattare il morbo di Alzheimer.


La tecnologia “shuttle” e’ stata progettata da un team di ricercatori del pRED – Roche Pharma Early Research and Development e riesce a trasferire anticorpi dal sangue attraverso la barriera emato-encefalica nel cervello dei modelli murini. Una strategia che e’ risultata associata ad un marcato miglioramento nella riduzione dell’amiloide nei cervelli dei topi affetti da Alzheimer.alzheimer “Grazie alla nostra sofisticata ingegneria proteica siamo stati in grado di progettare un sistema che sfrutta i meccanismi di trasporto naturali per aumentare sensibilmente il trasferimento di anticorpi in fase di sperimentazione nel cervello in modelli preclinici”, ha spiegato su Neuron Luca Santarelli, responsabile dell’area Neuroscience, Ophthalmology and Rare Diseases della Roche pRED. “Utilizzando la Roche’s Brain Shuttle technology, l’attivita’ sul bersaglio degli anticorpi in fase di sperimentazione nel cervello in un modello preclinico e’ aumentata di oltre cinquanta volte”, ha aggiunto. La barriera emato-encefalica e’ un’interfaccia selettiva che limita il movimento delle molecole tra il sistema nervoso centrale e il flusso sanguigno. Questa barriera impone una sfida importante per lo sviluppo di terapie per le malattie neurologiche, in particolare per le molecole grandi a causa della limitata capacita’ con cui possono penetrarvi. La ricerca sfrutta il recettore della transferrina naturale (TfR) in una modalita’ specifica che attiva un processo chiamato transcitosi mediata da recettore per il trasporto di molecole nel cervello.

Archivi

Pin It on Pinterest

Share This

Share This

Share this post with your friends!